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Benvenuti al VOLUME III, NUMBER 1 di Italian Wine News, la e-Letter mensile del network di WineCountry.IT. (Problemi nel visionare la pagina via e-mail? Usa questo link per vederla su Internet. (Use the following link to read the English version).

Italian Flavor Consortium

Il termine ultimo per registrarsi e partecipare alla Premiere di Italia Gourmet Show / Italian Flavor Forum IV è il 31 gennaio 2006. Tutte le campionature di prodotti che verrano presentati dovranno pervenire nei magazzini dello spedizioniere a Milano entro e non oltre il 14 Febbraio 2006. Consigliamo alle aziende, strade del vino e consorzi interessati che non l'avessero ancora fatto di contattarci il più presto possibile.

Siamo interessati in modo particolare a vini prodotti con uve autoctone italiane, vinificate sia in purezza che in blend.

 

È fatta! Il nuovo anno è iniziato e, con un po' di fortuna, sarà un anno più pacifico e con meno disastri naturali del 2005. Alziamo i calici e brindiamo a questo augurio!

Qui siamo quasi pronti per il prossimo Italian Flavor Forum III, che si terrà l'11 Gennaio nel giardino della residenza del Consolato Generale d'Italia a San Francisco. Speriamo che le bufere che attualmente stanno battendo la California e hanno inondato vaste zone da Napa fino a Los Angeles siano passate per allora e che sia uno di quei pomeriggi quasi primaverili che sono spesso le giornate invernali qui nella Baia di San Francisco.

Sfortunatamente pare che il Forum previsto in Senegal debba, almeno per ora, essere rimandato. D'altra parte invece, la premiere di Italia Gourmet Show / Italian Flavor Forum IV di Marzo sta procedendo bene e promette di essere un evento davvero eccezionale.

Contando di fare cosa gradita, abbiamo pubblicato un lungo articolo in otto parti sul culto del Fernet-Branca a San Francisco, la città che beve questa 'magica pozione' in quantità maggiori di qualunque altro luogo al mondo. Solo l'Argentina apprezza questa bevanda quanto la nostra città nella Baia.

Altri articoli includono i gratificanti dati sull'import Usa dei vini italiani nei primi dieci mesi del 2005 ed un pezzo sulla prima cantina cinese che importa vino negli Stati Uniti. Dovremmo essere preoccupati da questa notizia? Saranno i cinesi la prossima sfida e minaccia all'industria enologica del nuovo e del vecchio mondo? Per ora non ci resta che aspettare e vedere.

Questo è tutto per ora. Buona lettura e buon anno.

Loris Scagliarini,
Presidente


Articoli

Vito a San Luca (BO) vince il Trofeo Carta delle Carte 2005
 

Bar GiornaleVito a San Luca, Bologna, si aggiudica il Trofeo Carta delle Carte 2005 assegnata da Bar Giornale.

Il Trofeo Carta delle Carte 2005 è stato organizzato dal mensile Bar Giornale, in collaborazione con CALP SPA - Cristalleria Artistica La Piana di Colle Val d'Elsa, in provincia di Siena.


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Moletto News – Dicembre 2005
 

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo volentieri l'edizione di Dicembre 2005 di Moletto News, la newsletter periodica dell'Azienda Agricola Moletto.

Moletto logo
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Produttore cinese esporta vino negli Usa
 

Chang Yu WineLa cantina cinese Chateau Changyu-Castel ha iniziato ad esportare vino negli Stati Uniti. Fra le tipologie presentate ce anche una varietà d'uva di origine francese estinta da tempo in Europa.
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L'export di vino italiano negli USA: le tendenze dei primi 10 mesi del 2005
 

Cannonau di SardegnaIl vino è il prodotto agro-alimentare italiano più esportato negli Stati Uniti. Lo confermano i dati dei primi dieci mesi del 2005, che ribadiscono un trend ormai consolidato da moltissimi anni.

Da Gennaio ad Ottobre, gli Usa, che importano circa un terzo circa del vino consumato annualmente, hanno importato quasi 895 milioni di dollari (controlla il valore in altre valute) di vini e vermouth 'made in Italy', pari al 29,13% dell'intero mercato. Il dato mostra non solo un aumento dell'export del vino italiano in USA in termini assoluti, ma anche, quello che più conta, in termini di quote di mercato.
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Il mito del Fernet:
La saga del Fernet ed il culto popolare che lo circonda la dicono lunga su San Francisco – 1a di 8 parti
 

Fernet-BrancaLa nostra storia inizia dall'altra parte dell'oceano rispetto agli Stati Uniti, con le spoglie di un beneamato omonimo di un reclusivo conte italiano sdraiate in totale silenzio in una bara infantile, confusa con valigie e souvenir nella stiva di un jet di linea diretto in America.
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2a di 8 parti
 

Cooking with Fernet-BrancaQuando metti il naso in un bicchiere di Fernet-Branca e annusi, la prima cosa che ti colpisce è la corposità dell'odore che, se una cosa del genere esistesse, sa di Listerine (risciacquo per i denti) al sapore di liquirizia. Porta il bicchiere alle labbra, rovescia la testa all'indietro, ingolla il contenuto ed il sapore che ti assale la gola e le cavità nasali è aggressivamente medicinale. Per molti cosiddetti 'Fergins', ossia i non iniziati alla bevanda, la prima esperienza è spesso accompagnata da una sensazione che può far salire le lacrime agli occhi, oppure l'ultimo pasto all'esofago.
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3a di 8 parti
 

Poster Fernet-Branca"È innanzitutto un sapore acquisito, come il caffè o il vino" dice Chris Dickerson, General Manager dell'Hobson's Choice. "La prima volta che lo assaggi ti viene da dire, 'Argh! Quest'affare è assolutamente orribile'.

"Questo è perché uno è magari abituato allo Jäger(meister)", continua Dickerson, "e a bevande che contengono un sacco di zuccheri. Questo (liquore) invece è molto più secco e pulito e uno si sente molto meglio il mattino dopo. All'inizio è terribile, ma dopo cinque minuti -- è sorprendente -- ti senti molto meglio. A quel punto è ora di berne un altro".
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4a di 8 parti
 

Fernet & ColaIn Argentina un milione di cartoni di bottiglie vengono bevuti con Coca Cola ogni anno, in quello che è considerato il cocktail nazionale. C'è perfino una popolarissima canzone di Vilma Palma dal titolo 'Fernet Con Coca', che è stata per settimane in testa alle classifiche locali e la cui traduzione sommaria dei versi suona così: "Sono mezza pazza, ma non voglio finire in una cella senza il mio Fernet con Coca-Cola".
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5a di 8 parti
 

Fernet-BrancaOggigiorno è il conte Niccolò Branca che supervisiona la produzione. Lasciato fermentare per un anno in barili di rovere e poi imbottigliato a Milano, il liquore arriva a destinazione in cartoni da sei bottiglie di vetro verde da 0,750 litri. Il liquido sembra nero visto attraverso il vetro della bottiglia, marrone scuro quando è nel bicchiere e vagamente verdognolo alla luce. Lascia una traccia oleosa nel bicchiere, una macchia permanente sui vestiti e deve essere strofinato con forza per toglierne le tracce da ripiani di linoleum e dai denti di chi lo beve.
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6a di 8 parti
 

Fernet-BrancaQuando nel 1919 negli Usa iniziò il periodo cosiddetto del 'proibizionismo', il Fernet-Branca divenne un'ancora di salvezza per alcuni, infatti, dato che veniva importato come medicinale, era probabilmente l'unica bevanda alcolica confezionata ad essere in vendita legalmente negli Stati Uniti. Un anno prima che il 18mo emendamento della costituzione americana venisse respinto, abolendo così il proibizionismo, la domanda per il Fernet-Branca era tale che la famiglia, allora alla quarta generazione dalla fondazione dell'azienda, aprì una distilleria in America, nel quartiere Tribeca di New York City. I registri della distilleria del tempo riportano consegne ad oltre 40 negozi a San Francisco, la maggior parte dei quali erano a North Beach, la zona italiana della città.
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7a di 8 parti
 

Fernet-BrancaSupple e il vecchio Fogarty raccontano come il Fernet abbia lentamente conquistato la città partendo dai locali e dai negozi della vecchia scuola di North Beach (la zona italiana di San Francisco). Oggi è la generazione più giovane di gestori di bar e ristoranti che è in gran parte responsabile per la popolarità del liquore. Con radici piantate profondamente nella comunità italo-americana, il 'verbo' del Fernet è stato sparso da baristi e camerieri fra i clienti che fanno tendenza. Il Fernet-Branca ha aperto la porta del cuore di San Francisco passando per il loro stomaco.
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8a di 8 parti
 

Fernet-BrancaEntrando nel bar si passa sotto ad uno scaffale che si estende all'interno di una lunga e stretta stanza ed è pieno di bottiglie vuote di Fernet. Il resto del bar consiste in un bancone di legno lucidato sulla sinistra, alcuni piccoli tavoli sulla destra ed una salettina nel retro. Il jukebox suona una sequela continua di rock nostalgico un po' kitsch -- Mötley Crüe, Guns N' Roses e AC/DC -- una colonna sonora che si adatta alla crisi del primo quarto di vita che affetta i clienti, i quali si salutano con fraterne pacche sulla schiena e abbracci un po' troppo amichevoli, tipici di chi è abituato a 'rovinarsi' in pubblico.
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Olimpiadi invernali Torino 2006:
Una vetrina d'eccezione per le specialità enogastronomiche piemontesi
 

Winter Olympics 2006Il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, ed il presidente del Toroc (Torino Organizing Committee XX Olympic Winter Games), Valentino Castellani, hanno sottolineato il fatto che le olimpiadi invernali che si terranno in Piemonte dal 10 al 26 Febbraio 2006, rappresentano una vetrina unica per promuovere i prodotti di qualità dell'enogastronomia italiana, in particolare per la trentina circa di prodotti che fanno parte del 'Paniere della Provincia di Torino', organizzazione che fa parte dei fornitori ufficiali dei Giochi Invernali.
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Italian Flavor Consortium: Aziende Associate

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Le Rubriche di WineCountry.IT

Vitigni Autoctoni

Apriamo il 2006 completando l'articolo sul Molise, la piccola regione che in passato era integrata con l'Abruzzo e conta un solo vitigno autoctono a bacca rossa che, nel dopoguerra era stato quasi completamente abbandonato, sostituendo le viti originali con altre varietà.

Tintilia

Oggi, grazie a produttori di tutto rispetto come l'Azienda Agricola D’Uva Angelo, questa interessante uva sta tornando in auge ed è usata sia nella produzione di vini DOC che IGT.

 - Continua...

Azienda del Mese

Cantina di Bazzano

Apriamo il 2005 presentando una cantina del comprensorio bolognese che produce Pignoletto, ottenuto dal vitigno autoctono omonimo, da quasi tre quarti di secolo: la Cantina di Bazzano.

Pignoletto Colli Bolognesi DOC

La cantina venne fondata nel 1928 da un piccolo gruppo di viticoltori lungimiranti. Dopo un inizio coronato dal successo ed una crescita costante dei volumi di vino prodotti, negli anni 1930 i vigneti di questa zona vennero in gran parte distrutti dalla filossera, condividendo la sarte di gran parte del patrimonio viticolo italiano del tempo.

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Angolo dello Chef

Con le ricette di Dicembre 2005 abbiamo concluso la serie dedicata all'Angolo dello Chef. Le ricette ed i consigli dei cuochi e sommelier della Scuola Alberghiera di Serramazzoni rimangono a disposizione dei nostri lettori nell'indice della rubrica.

Italian Flavor Consortium

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Italian Flavor Forum III
11 Gennaio 2006
Consolato Generale d'Italia
San Francisco, California, Usa

Edizione speciale dedicata esclusivamente ai migliori ristoranti, enoteche, e negozi specializzati della San Francisco Bay Area.

Italia Gourmet Show Premiere /
Italian Flavor Forum IV
14 - 15 Marzo 2006
Fort Mason Center
San Francisco, California, Usa

Una fiera unica nel suo genere per gli Stati Uniti.

Due giorni dedicati esclusivamente ai prodotti enogastronomici italiani di qualità che verranno presentati ad oltre 5.000 importatori, grossisti, ristoratori, acquirenti per supermercati, enoteche e stampa specializzata. L'ingresso all'evento è gratuito, ma esclusivamente ad invito per i professionisti del settore enogastronomico.

Produttori, consorzi, strade del vino e dei sapori ed organizzazioni di categoria italiane non dovrebbero perdere questa occasione unica di presentare i loro prodotti agli oltre 5.000 operatori del settore che parteciperanno all'evento.

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