Dal selfie al porno amatoriale: la trasgressione passa per la rete

La moda dei selfie, nata qualche anno fa, sembra vivere una continua e progressiva espansione: sono sempre di più i giovani che condividono scatti che li ritraggono in momenti quotidiani, come il pranzo, la cena, lo shopping o i pomeriggi con gli amici.

Il selfie unisce quel pizzico di esibizionismo alla voglia di ricevere commenti ed approvazione da parte dei coetanei, un comportamento tipico di tutte le generazioni, che oggi viene estremizzato per via della rete e dei social network.

Il profilo Facebook, Tumblr o Instagram, infatti, è una sorta di biglietto da visita con cui ci presentiamo al mondo, ed è per questo che i giovani impiegano tantissimo tempo nel curare la propria immagine virtuale, anche a costo di renderla artefatta.

Il fotoritocco, i filtri, i trucchi per mascherare piccoli e grandi difetti fisici sono ormai alla portata di tutti: basta cercare sul web, per trovare centinaia di siti che offrono consigli per venire bene in foto o per nascondere i chili di troppo.

Certo, quando quella del selfie diventa una mania, è segno che qualcosa non va: come sottolineano gli esperti, condividere di continuo scatti ed informazioni personali, può mettere in luce una certa insicurezza o, comunque, problemi di tipo psicologico.

Nei casi più gravi, i ragazzi creano un vero e proprio alter-ego virtuale, che ha poco a che vedere con la propria vita: i giovani tendono a mostrarsi più ricchi, più belli e, in generale, socialmente più accettati di quanto non siano in realtà.

Altrettanto significativo è il comportamento di alcune ragazze che, nel tentativo di attirare le attenzioni dei coetanei, pubblicano contenuti sempre più intimi ed espliciti: dalla foto in bikini allo scatto in lingerie, in fondo, il passaggio è breve.

Per di più, dedicare troppo tempo alla creazione di un’immagine virtuale di successo, può far perdere di vista gli obiettivi quotidiani: non è un caso, ad esempio, che i fanatici del selfie finiscono per tralasciare lo studio, le amicizie e gli hobby.

Si tratta di una generazione – secondo il parere degli esperti – che dà più valore al successo del profilo in rete, ai like su una foto o al numero di contatti in rubrica, mettendo da parte i risultati scolastici, il lavoro, lo sport o altre attività.

Il selfie, poi, nelle sue forme più estreme, denota un certo esibizionismo, un fenomeno che porta gli adolescenti a condividere materiale sempre più ‘piccante’, nel tentativo di coinvolgere il pubblico ed ottenere visibilità.

I ragazzi si mostrano in forma, curati nell’aspetto, apprezzati dall’altro sesso e, in una sola parola, ‘vincenti’, mentre le ragazze tendono a giocare con il trucco, con le scollature e con gli atteggiamenti ammiccanti, catturando l’attenzione anche degli adulti.

Insomma, si instaura un gioco per certi versi pericoloso, ma anche parecchio coinvolgente e stuzzicante, fatto di scatti privati, commenti, chat, sesso e video amatoriali: non è un caso che il mondo del porno amatoriale riscuota sempre più successo tra i giovanissimi.

In conclusione, la provocazione, al giorno d’oggi, si è definitivamente spostata sulla rete, con conseguenze spesso imprevedibili: il fenomeno non accenna a diminuire, basti pensare ai numerosi siti web che offrono contenuti del genere, accontentando anche i gusti più particolari, e che si moltiplicano in maniera esponenziale, coinvolgendo un pubblico sempre più vasto e variegato, che comprende ormai uomini, donne e coppie di tutte le età.

Giovani e porno gay: le confessioni di quattro ragazzi

I giovani amano il porno: esistono decine di studi e indagini che dimostrano come i ragazzi, adolescenti o universitari, siano tra i più assidui frequentatori dei numerosi siti hot. Tutto ciò, ormai, è abbastanza accettato, soprattutto tra la popolazione giovanile. Ma cosa succede quando i filmati sono a sfondo gay? Ecco le testimonianze di quattro ragazzi.

Ho scoperto il mondo del porno a sedici anni, grazie ad un amico più grande. È stata come una rivelazione: centinaia di filmati di ogni genere. Con il passare del tempo, però, ho capito di essere attratto dai video per uomini gay, in particolare dalle scene con ragazzi di colore. Per me tutto questo non costituisce un problema, ma non posso parlarne con gli amici e con la mia fidanzata, perchè penserebbero che sono omosessuale – e la cosa in Italia non è ancora molto accettata! Così tengo nascosta la mia ‘passione’, che poi non è altro che semplice curiosità!” – Marco, 19 anni.

I video porno che preferisco? Sono i video gay biondi. Ogni tanto guardo anche video con coppie, ma la mia prima scelta resta il ‘mondo gay’. Non ci vedo nulla di male, è un modo per stimolare la mia curiosità e guardare qualcosa che difficilmente potrei sperimentare nella vita reale. I miei genitori hanno scoperto questo mio ‘segreto’, ma sono stati tranquilli e comprensivi, parlandomi più che altro dei pericoli della rete, e lasciandomi un’immensa libertà!” – Luca, 21 anni.

Ho sempre guardato parecchi video porno, ma solo di recente ho scoperto il porno gay: è stata una rivelazione. Con gli amici non è facile condividere questo particolare piacere, così trascorro alcune ore al giorno da solo nella mia camera. Al contrario, la mia ragazza si è dimostrata di vedute ampie, e ha accettato di gaurdarne alcuni: è eccitante questo rapporto di complicità, ha decisamente migliorato la nostra vita di coppia!” – Alberto, 18 anni.

I porno gay sono la mia scoperta più recente, e da allora guardo quasi solo quelli. È una forma di trasgressione, ma anche un modo per sperimentare desideri e piaceri diversi, anche perchè si trova davvero di tutto. I filmati che preferisco sono quelli con orge gay: è una mia particolare fantasia, che spero di mettere in pratica al più presto!” – Dario, 20 anni.

Insomma, come si evince, ormai guardare video porno gay è diventato un passatempo frequente, e non solo tra gli omosessuali. Sperimentare piaceri diversi, infatti, rafforza la complicità e aumenta la passione all’interno di una coppia. I pregiudizi appartengono al passato!

Il web designer: l’architetto del web

L’avvento del web ha segnato la nascita di nuove professioni che richiedono, però, il possesso di competenze consolidate che rappresentano il punto d’arrivo di una lunga e seria preparazione teorica e un apprendistato pratico finalizzato all’acquisizione dell’esperienza necessaria per garantire ai propri clienti il meglio che si possa avere sul mercato.

Chi è il web designer? Una nuova figura legata in modo indissolubile al web che progetta per il World wide web in modo tale da realizzare un sito adatto a soddisfare tutte le esigenze dei committenti. Chi vuole farsi strada nel mondo affascinante dei web designer deve costruirsi la sua professionalità, con grande umiltà e impegno, per poter offrire la garanzia di affidabilità che rappresenta un ottimo biglietto da visita.

Come realizzare un sito web degno di questo nome?

Creare un sito web non è certamente facile, perché bisogna realizzare un prodotto finale facilmente fruibile e accessibile anche a quanti non hanno competenze specifiche di informatica. Un buon web designer non prescindere dal budget che gli consente di prevedere tutte le spese necessarie da affrontare in rapporto alle risorse disponibili. La nascita di un sito web è frutto di un’interazione tra diverse figure, per cui non di rado si configura come lavoro di squadra che diventa espressione di una collaborazione finalizzata al raggiungimento di un risultato perfetto. Il web designer deve codificare una sorta di bozza creata in codice, grazie al graphic designer che ha il compito di progettare l’interfaccia. Una volta creato, il sito web, per diventare un centro virtuale di aggregazione sociale o una piattaforma che facilità gli scambi economici, deve essere adeguatamente pubblicizzato e si deve fare il posizionamento sui motori di ricerca, per poter catalizzare l’attenzione di navigatori potenzialmente interessati a interagire con gli utenti del web. Per questo motivo il web marketing ha una funzione importantissima, perché deve pubblicizzare il contenuto del sito, proiettandolo nel complesso circuito delle relazioni via web.

Quali devono essere le competenze del web designer?

Il web designer non può avere conoscenze teoriche superficiali e approssimative,ma deve avere dimestichezza con i linguaggi di markup come HTML, CSS, HTML5, CSS3 e naturalmente i noti Javascript e jQuery. Si leggono spesso queste sigle, ma per i profani del registro settoriale informatico, non hanno molto significato, proprio perché fanno riferimento a complessi processi di codificazione che richiedono conoscenze dei vari linguaggi e capacità di combinare in modo armonico diversi elementi. Il web designer deve discernere in base alle diverse situazioni, individuando i software da utilizzare come gli editor web e i fogli di stile.
Il web designer è, dunque, non solo un architetto del web che progetta le singole fasi della creazione della sua perfetta creatura virtuale, ovvero un nuovo sito, ma un mediatore tra mondo virtuale e reale che predispone tutte le condizioni necessarie per un’interazione soddisfacente e produttiva.

Quale web designer scegliere per creare il tuo sito web ?

Se hai in mente di realizzare un sito web, ti consigliamo caldamente di non sottovalutare questo lavoro, perchè la messa online di un sito web di successo è e rimane un lavoro che deve essere eseguito con professionalità e non in maniera amatoriale. Non cadere nella rete di chi ti dice realizziamo il tuo sito con 99 euro all’anno, perchè ne pagherai le conseguenze ! Affida a personale qualificato questo lavoro !

Ti suggeriamo di fare una ricerca su Google digitando le parole “web agency” e sostituisci nella ricerca Genova con il nome della tua città, troverai sicuramente innumerevoli ditte affidabilissime che ti sapranno assistere passo passo nella messa a punto del tuo sito web !