Il mito del Fernet:
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| Photo by Paulo Vescia | |
L'R Bar, situato fra il Nikki's Oriental Massage (Massaggi Orientali da Nikki) e Amanda for Hair (Amanda per i Capelli), presenta una semplice facciata ed è al centro del fenomeno del Fernet-Branca. Forse, proprio per questo motivo, si tratta di un luogo un po' miracoloso. Entrando nel bar si passa sotto ad uno scaffale che si estende all'interno di una lunga e stretta stanza ed è pieno di bottiglie vuote di Fernet. Il resto del bar consiste in un bancone di legno lucidato sulla sinistra, alcuni piccoli tavoli sulla destra ed una salettina nel retro. Il jukebox suona una sequela continua di rock nostalgico un po' kitsch -- Mötley Crüe, Guns N' Roses e AC/DC -- una colonna sonora che si adatta alla crisi del primo quarto di vita che affetta i clienti, i quali si salutano con fraterne pacche sulla schiena e abbracci un po' troppo amichevoli, tipici di chi è abituato a 'rovinarsi' in pubblico. In penombra e rumoroso, l'R Bar assomiglia ad ogni altro bar in qualunque quartiere di San Francisco durante un venerdì notte, eccetto che oggi è lunedì, sono passate da poco le 22 e questo è ground zero, ossia il punto focale, per il Fernet-Branca.
"Tutti vorrebbero essere il bar Fernet numero 1 in città, ma nessuno si avvicina nemmeno a questo posto", dice la Licu.
Probabilmente è perchè se uno si guarda attorno, trova nella stanza ogni categoria di bevitore di Fernet: camerieri usciti dal lavoro dai migliori ristoranti della città -- ospiti e manager di Michael Mina, Myth, Crustacean, Cortez e Town Hall -- habitue italiani dall'aria un po' rovinata e rappresentanti dell'underground cittadino alla moda. In breve, la famiglia del Fernet.
Ti appollai sopra uno sgabello e urli il tuo ordine a Chris Fogarty -- da solo dietro al bancone stanotte -- bevi alcuni Fernet seguiti da gingerino e, in pochissimo tempo, sei parte anche tu della famiglia. Se è vero che ogni bar di San Francisco ha una sua storia col Fernet, quella dell'R Bar sembra essere la più completa.
Mentre Fogarty beve un bicchiere veloce con alcuni amici fuori comincia a piovere e, dalla porta aperta, passando sotto lo scaffale pieno di bottiglie vuote, entra nel bar un'aria fresca e pulita che mi fa venire in mente le parole di commiato del portavoce della famiglia Branca, Ricardo Destesano. "Dico a San Francisco: ti do il mio bambino! Buon pro ti faccia! Prendine cura bene".
I membri di questa strana 'famiglia' alzano lentamente i loro bicchieri in aria, si guardano negli occhi e fanno un brindisi -- a se stessi, al Fernet-Branca, a San Francisco.
| Fonte: SF Weekly – ©2005 SF Weekly Tradotto da WineCountry.IT |
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