Il mito del Fernet:
La saga del Fernet ed il culto popolare che lo circonda la dicono lunga su San Francisco – 6a di 8 parti Nate Cavalieri - 23 Dicembre 2005
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Quando nel 1919 negli Usa iniziò il periodo cosiddetto del 'proibizionismo', il Fernet-Branca divenne un'ancora di salvezza per alcuni, infatti, dato che veniva importato come medicinale, era probabilmente l'unica bevanda alcolica confezionata ad essere in vendita legalmente negli Stati Uniti. Un anno prima che il 18mo emendamento della costituzione americana venisse respinto, abolendo così il proibizionismo, la domanda di Fernet-Branca era tale che la famiglia, allora alla quarta generazione dalla fondazione dell'azienda, aprì una distilleria in America, nel quartiere Tribeca di New York City. I registri della distilleria del tempo riportano consegne ad oltre 40 negozi a San Francisco, la maggior parte dei quali erano a North Beach, la zona italiana della città.
Riuscendo a sopravvivere a leggi avverse e alla seconda guerra mondiale (durante la quale la distilleria americana venne ritenuta "essenziale" nello stesso impegno bellico che bombardò la distilleria italiana), la popolarità del Fernet-Branca continuò a crescere, con la distilleria di New York che, nel 1960, produsse oltre 60.000 cartoni da 12 bottiglie. Con il passaggio del Drug Regulation Reform Act (Atto di Riforma del Regolamento delle Droghe) del 1978, il Bureau of Alcohol, Tobacco, and Firearms (Ufficio dell'Alcol, Tabacco ed Armi da Fuoco) degustò la bevanda in maniera più investigativa (e scientifica) di quanto avesse fatto in passato, col risultato di forzare una delle poche modifiche apportate alla ricetta del Fernet-Branca: nello specifico, abbassare il contenuto di oppiacei in modo da farli rientrare entro i limiti consentiti.
Oggi il Fernet-Branca contiene solo tracce infinitesimali di oppiacei. Le bottiglie della versione originale, con un contenuto di sostanze oppiacee più elevato, sono una rarità e possono venire identificate da seri 'studiosi' di Fernet tramite un attento esame dell'etichetta.
In un pomeriggio di sole, le bottiglie dei nuovi liquori alla moda allineati dietro al bancone del bar al Pier (molo) 23 fanno venire in mente uno di quei matrimoni fra personaggi famosi: colorato, leggermente nauseante e rapidamente dimenticato. Il drink che attualmente 'tira' di più (nei bar di San Francisco) è un mix color turchese di vodka, cognac e succo di frutta. Il nome del cocktail è Hpnotiq e sa di Kool-Aid (tipo di limonata in polvere, dal sapore dolciastro e artificiale). Dopo tre bicchieri nel corso di una serata sono in molti quelli che il giorno dopo si alzano coi postumi di una sbronza.
"Un giorno si e uno no c'è una nuova vodka in una bottiglia di vetro molato ed un fottuto albatro nel logo" dice Mike Fogarty. "Fra due mesi nessuno ordinerà più queste novità. Allora con le bottiglie avanzate ci puoi fare lampade da tavolo".
D'altra parte invece la bottiglia di Fernet-Branca, con la sua aria meschinella, si trova negli scaffali più bassi, dove il barista la può raggiungere con facilità.
| Ferneducatore: Qualcuno che istruisce altri sul Fernet-Branca. |
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Glossario dell'Etichetta del Fernet,
data e autore sconosciuti |
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Barista a San Francisco da lungo tempo, Fogarty (il quale, facendo l'occhiolino aggiunge che lui personalmente beve Fernet solo e sempre in moderazione) viene raggiunto al Pier 23 da Dave Supple, del Dave's Bar e da Tod Alsman e Chris Fogarty (figlio di Mike), proprietari del Fernet bar numero 1 di San Francisco, l'R Bar. Alsman e Chris Fogarty servono più Fernet-Branca all'R Bar di qualunque altro locale in tutto il Nord America. Anche il vecchio Fogarty e Supple servono il liquore ormai da molti anni nei loro locali. Quello di oggi è un pranzo liquido degli ambasciatori del Fernet di San Francisco, che è un po' come una tradizione di famiglia.
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