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Il vino: un alimento salutare
La Redazione - 7 Luglio 2007

In regime di corretta alimentazione, un moderato consumo quotidiano di vino pari a circa tre bicchieri bevuti durante i pasti, riduce del 25% il rischio di malattie cardiovascolari e del 40% l'incidenza di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer.

Questi sono i confortanti risultati, che tra l'altro confermano dati emersi in studi condotti precedentemente, di ricerche condotte da un nutrito pool di studiosi degli atenei di Udine e Trieste nell'ambito o del "Progetto Villanova", promosso e finanziato dall'omonima azienda vitivinicola di Farra d'Isonzo, in provincia di Gorizia.

Tenuta Villanova

Comprendere i meccanismi biologici con cui i componenti della dieta influiscono sulla salute umana rappresenta uno degli aspetti necessari per operare scelte corrette nel campo della medicina sociale e della prevenzione. Le ricerche condotte dalla dottoressa Sabina Passamonti dell'Università di Trieste rientrano esattamente in questo contesto e sono indirizzate a scoprire se i componenti fenolici del vino, della frutta e della verdura, che, come già ampiamente dimostrato possono neutralizzare i radicali liberi dell'ossigeno, siano dotati anche di valore nutrizionale.

In particolare, si è scoperto che la vite produce antociani e polifenoli in risposta allo stress ossidativo, una capacità di risposta che il corpo umano pare aver perso nel corso dell'evoluzione.

Introducendo il vino come alimento, oltre ad assorbire la componente alcolica il corpo assume anche quella fenolica, che è appunto ricca di antociani in grado di passare dallo stomaco al sangue e, successivamente, alle cellule celebrali. Il vino sarebbe quindi un vero e proprio alimento.

Quello che ha particolarmente incuriosito i ricercatori è stato comunque il fatto che tali sostanze, che sono notoriamente presenti nei vini rossi, si trovano in considerevole quantità anche nei bianchi. La notizia stata ovviamente accolta con entusiasmo da parte dei viticoltori del Friuli Venezia Giulia, regione che vanta una ricca produzione proprio di questo tipo di vino.

Gli studi non si concludono comunque con queste scoperte, è stato infatti anticipato che continueranno, orientandosi ora sugli effetti dell'associazione tra vino e farmaci sul metabolismo umano.

Il "Progetto Villanova" è partito un anno fa ed è realizzato grazie al sostegno dell'azienda vitivinicola "Tenuta Villanova" di Farra d'Isonzo, Regione Friuli Venezia Giulia, gli atenei di Udine e Trieste, Federdoc, Crita ed Ersa, coordinati scientificamente dal prof Angelo Vianello, preside della facoltà di Agraria dell'Università del capoluogo friulano.

Fonte: Ufficio Stampa Speakers Corner: Mariateresa Bazzaro – Tel.: 335 7970621 • 0432 484735
Per ulteriori informazioni contattare Stefano Zucchini – Tel.: 349 2680930


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