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Convegno Vino e Salute
Rosa D'Ancona - 30 Maggio 2005

"Vino con poteri farmacologici capace di proteggere più di ogni altra sostanza alcolica”: questo è il messaggio che giunge da Marsala dove lo scorso maggio esperti di ogni parte del mondo si sono ritrovati per il VII Convegno internazionale "Vino e Salute”.

Palavetro

Trapani – Palavetro dove si è svolto l'evento
Fotografia di Melchiorre Di Maria

Promosso dalla provincia regionale di Trapani in occasione della seconda esposizione regionale "Wine Sicily”, il convegno ha messo in luce le ultime scoperte sugli effetti positivi del vino sulla salute: un uso moderato (da uno a due bicchieri al giorno ai pasti) sarebbe in grado di diminuire dal 20 al 30% il rischio di malattie cardiovascolari, prevenire l’insorgenza di alcune forme tumorali, dell’Alzheimer, e di altre malattie legate all’invecchiament:

Alla tavola rotonda hanno partecipato le seguenti personalità:
  • Jean-Claude Ruf dell’OIV (Office international de la vigne e du vin)
  • Dipak Das, Cardiovascular Division - Dept of Surgery dell’Università del Connecticut
  • Naranjan S. Dhalla, Institute of Cardiovascular Sciences dell’Università di Manitoba
  • Roberto Magnisi, Case Vinicole di Sicilia
  • Mario Guazzelli, Dipartimento di Psichiatria Neurobiologica dell’Università di Pisa
  • Angelo Nicolin, Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano
  • Lorenzo Corino, Istituto sperimentale per la viticoltura di Asti
  • Giuseppe Salvatore Trapani, Specialista gastroenterologo
  • Aldo Bertelli, dell’Università di Milano ha coordinato i lavori.

Secondo il professore Bertelli dopo la scoperta del paradosso francese si è cominciato a discutere dei componenti del vino responsabili degli effetti salutistici puntando l’attenzione in particolare sul resveratrolo. È spesso passato in secondo piano, invece, il fatto che pur riuscendo ad estrarre il resveratrolo gli effetti benefici non sarebbero così completi come nell’insieme del vino; questo perché i suoi effetti positivi sono frutto dell’azione sinergica con altri polifenoli presenti nel vino.

"Catechine, polifenoli, quercitina, cinnamati e alcuni stilbeni - afferma Bertelli - portano insieme al rapporto che viene conclamato come vino e salute. Lo studio di queste molecole ha portato a dimostrare una somigliante attività con gli estrogeni da un lato e con gli antinfiammatori non steroidei dall’altro”.

Di effetti positivi del vino su cardiopatie, cancro, mortalità totale, Alzheimer ha discusso Jean-Claude Ruf rappresentante dell’OIV (Office international de la vigne e du vin). In un momento in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità si occupa di alcol con dure prese di posizione, l’Oiv che raggruppa 39 Paesi in cinque continenti è pronta a scendere in campo per evitare che il vino sia equiparato ad altre bevande alcoliche. Ruf, infatti, ha presentato uno studio comparato principalmente sugli effetti del vino e della birra sulle patologie sopra indicate. Ne è risultato che il rischio di infarto diminuisce dal 30 al 40% per gli abituali bevitori di vino e del 10-15% per quelli di birra. Relativamente all’insorgenza dei tumori lo studio dimostra una protezione dal cancro al seno e alle ovaie del 20% nel caso del vino, mentre nulla risulta l’influenza della birra. L’azione antiossidante svolta dal vino sembra avere influenza anche nel caso del morbo d’Alzheimer”

Palavetro

Giulia Adamo, presidente della Provincia di Trapani, Ente organizzatore dell'evento
Fotografia di Melchiorre Di Maria

Sull’azione sinergica dei componenti del vino si è soffermato Naranjan S. Dhalla. Per lo studioso in particolare il vino rosso esplicherebbe una funzione cardioprotettiva.

"Questo effetto – spiega Dhalla – è frutto dell’azione combinata dell’alcol e di altri antiossidanti presenti nel vino. Il consumo moderato di questo prodotto diminuisce lo stress a livello cerebrale ed influisce sul sistema nervoso simpatico. Riduzione quindi dell’aterosclerosi attraverso la proantocianidina presente nelle bucce dell’uva”.

Di antocianine presenti soprattutto nelle cultivar siciliane ha discusso Roberto Magnesi di Case Vinicole di Sicilia.

Lo studio ha puntato a dimostrare che alcune cultivar autoctone presentano un rapporto quali-quantitavivo di antociani superiore non solo ad altre varietà presenti sul territorio ma anche ai vitigni internazionali. In particolare sono stati esaminati Nero d’Avola, Cabernet, Merlot, Nerello Mascalese. È risultato che il livello di antociani non solo varia in funzione della varietà ma anche della zona di produzione. Tra le cultivar studiate il Nero d’Avola è risultato quello con il maggior contenuto in antociani e, in particolare, i vitigni coltivati nella zona di Riesi sono quelli che fanno registrare il maggior contenuto di antociani totali.

Di attività preventiva del vino nei confronti di patologie cancerogene ha discusso il professore Nicolin il quale ha posto l’accento sulla necessità di intraprendere studi che dimostrino l’azione preventiva del resveratrolo e la sua eventuale tossicità nel lungo periodo non solo sul ratto e sul topo ma anche sull’uomo; ricerche che al momento non vengono effettuate dalle case farmaceutiche per gli enormi costi economici.

Lo specialista in gastroenterologia Giuseppe Salvatore Trapani ha invece parlato di "Sibo" (Sindrome da Contaminazione Batterica Intestinale) e dieta mediterranea pantesca, inclusi i vini passiti e liquorosi di Pantelleria.

Lo studio trae spunto dal fatto che nell’Isola si registra un minore consumo di farmaci, un minore numero di ricoveri e di incidenza di tumori rispetto ad altre parti d’Italia. Effetti benefici sulla popolazione derivano dal modello alimentare pantesco basato su piatti tipici a base di ortaggi, olio extravergine di oliva, pomodori e naturalmente un bicchiere di vino, soprattutto di vino passito e liquoroso.

"Fibre e vino – afferma il gastroenterologo – apportano prebiotici e probiotici naturali. In un litro di mosto in fermentazione sono presenti oltre 100 miliardi di lieviti in grado di esercitare il cosiddetto effetto spazzino sui radicali liberi. Tutti i vini hanno potenzialmente effetto yoghurt, ma i vini passiti e liquorosi hanno un ruolo molto più spiccato. Sono da privilegiare il Moscato e il Passito estratti dallo Zibibbo. Il consumo di questi vini associato ad una dieta mediterranea è in grado di prevenire e ridurre le recidive di alcune patologie intestinali, in primo luogo della Sibo che affligge oggi circa 100 milioni di persone”.


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