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Vino, Bottiglie e Tappi
La Redazione - 27 Ottobre 2003

Non trovate sorprendente che un prodotto tanto apprezzato e prezioso quale il vino, che a volte viene conservato gelosamente per oltre la durata di una vita media, sia affidato per la sua conservazione ad un contenitore tanto fragile quale la bottiglia di vetro? Inoltre, il nostro amato e costoso nettare viene protetto dagli effetti nefasti dell'ossidazione da un tappo di sughero il quale, più frequentemente di quanto ci piaccia ammettere, finisce per inquinare il vino e rovinare così ciò che abbiamo coscienziosamente conservato per quell'occasione veramente speciale.

Mentre la Ricerca & Sviluppo per prodotti tipo condizionatori per capelli o detersivi per piatti hanno progredito dalla non-esistenza fino a prodotti altamente sofisticati, noi enofili continuiamo ad affidarci a tappo e bottiglia per confezionare e preservare il nostro benamato succo, ossia gli stessi strumenti usati ormai da alcune centinaia d'anni.

A parte la fragilità della bottiglia di vetro, il tappo di sughero è un metodo meno che scientifico per sigillare sterilmente ed ermeticamente il contenuto. L'industria medica per esempio, ha riniunciato all'uso del sughero da decenni, riconoscendo che il metodo funzionava in realtà da collettore di microbi, oltre a fare talvolta un lavoro povero nel sigillare i contenuti.

Ma il vino è un tipo di prodotto diverso! Ci è stato insegnato che il vino deve respirare attraverso la metaria organica del sughero per invecchiare con grazia.

Ebbene no, è da un po' di tempo che ricerche scientifiche sconfessano questa credenza. Solo una piccolissima parte d'aria attraversa il tappo di sughero, e per questo dovremmo ringraziare gli dei del vino visto che l'invecchiamento in bottiglia prevede asfissia piuttosto che ossidazione. È l'evitare accuratamente il contatto con l'aria che contribuisce a conferire ai vini invecchiati i loro caratteri peculiari.

Nuovi Metodi

Nuove forme proposte per tappare il vino includono il tappo a vite, un sistema presente sul mercato da qualche tempo che ha guadagnato finora la maggior parte di seguaci come alternativa all'uso del sughero. Con questo modo di chiusura il vino si conserva e viene protetto ottimamente e inoltre è possibile richiudere perfettamente la bottiglia per preservare il vino non bevuto. Questo metodo ha guadagnto sostenitori sia fra alcuni consumatori di vini di qualità che fra la maggioranza dei consumatori di vino economico. È la stragrande maggioranza di consumatori medi che continuano a guardare questa soluzione con sospetto.

Il tappo a corona del tipo usato per le bottiglie di acqua minerale è un'altra forma di chiusura proposta come alternativa, ma pare non essere accettato molto bene dal pubblico in generale. Una volta aperta, una bottiglia va bevuta completamente visto che non c'è modo assolutamente di risigillare il contenuto per conservarlo.

Un nuovo metodo apparso recentemente sul mercato è il MetaCork, una chiusura a capsula introdotta questa estate dalla Gardner Technologies di Napa, California, Stati Uniti. Questo tipo di chiusura continua a fare uso del tappo, in sughero oppure sintetico, che viene rimosso facendo ruotare l'intera capsula di plastica dura. La capsula priva di tappo può quindi essere rimessa sul collo della bottiglia evitando sgocciolature nel versare il vino. Inoltre, la parte superiore può esse riavvitata sulla capsula per sigillare perfettasmente la bottiglia. Ad ogni modo, visto che il sistema fa uso di tappo, il problema dei danni possibili provocati da questo tipo di materiale continua a sussistere. La ditta produttrice sta sperimentando con un sistema di chiusura totalmente privo di tappo chiamato MetaSeal e prevede di immetterlo sul mercato nel 2004.

Il più recente sistema di chiusura introdotto si chiama ZORK. Inventato dall'Australiano Conor McKenna, questo metodo si prefigge di liberarci una volta per tutte dal vino che sa di tappo. Mentre il sughero naturale è soggetto ad inquinamento da TCA, che produce il ben noto sapore di stantio nel vino, si è notato che alcuni tappi sintetici danno uno spiacevole sapore di plastica al vino. Il metodo ZORK non usa nessun tipo di tappo tradizionale. È stato presentato in forma quasi riservata lo scorso luglio e l'inventore è comprensibilmentre evasivo nei dettagli. Si limita a dire che è un modo sicuro di sigillare la bottiglia, non si avvita, non richiede l'uso di nessun strumento per l'apertura, e può essere usato per risigillare perfettamente la bottiglia dopo l'apertura. Inoltre, quando si apre una bottiglia produce il noto "pop" tipico del tappo tradizionale. Il signor McKenna ha in programma di presentare il prodotto finito per valutazione il prossimo anno, quindi aspettiamo e vediamo.


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