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Vino & vigneti: La vite prospera in terreni poveri
John Hunter - 11 Giugno 2004

La risposta sta nel terreno, come usavano dire vecchi giardinieri nei programmi della BBC (British Broadcast Company, nota rete televisiva inglese).

  Old Vine
  Una Vite Vecchia
  Red Grapes
  Uva Nera
  White Grapes
  Uva Bianca
   

Un aspetto affascinante della Viticoltura è il fatto che la vite da risultati particolarmente buoni quando viene coltivata in terreni agriculturalmente poveri, in condizioni proibitive per la maggior parte di colture diverse.

Un fatto curioso e significante è che nonostante la pianta adulta della vite spunti dal terreno per un circa metro o poco più, sottoterra le radici si stendono per 30 o più metri, alla ricerca di nutrimento che non è disponibile alla superficie.

Più la vite combatte con un terreno povero per sopravvivere, e più produce uva di grande qualità, che possiede una struttura ricca e complessa. Inoltre, più la vigna invecchia e più le sue radici si estendono in profondità, producendo di conseguenza uva di qualità superiore che, nelle mani di un produttore capace, verrà trasformata in vini eccezionali. Siccome però la vite produce sempre meno grappoli con il passare degli anni, il viticoltore deve trovare il giusto equilibrio fra qualità e quantità, finché ad un certo punto le viti più anziane vengono necessariamente rimpiazzate da nuove piante.

Nel caso di vino francese, per trovare questa qualità occorre prestare attenzione alle parole Vieilles Vignes, ossia "Vigneti Vecchi", riportate sulle etichette. Di recente ho avuto occasione di degustare Shiraz australiano di qualità superiore, prodotto da vecchi vigneti coltivati nella Barossa Valley.

Nella regione tedesca della Mosella i vini migliori vengono prodotti con uve coltivate su terreni collinari incredibilmente ripidi dove, date le caratteristiche peculiari del terreno duro a base d'ardesia sarebbe possibile produrre ben poco d'altro. I Riesling di qualità migliore possiedono un caratteristico sapore reminiscente d'ardesia, oltre naturalmente al noto profumo di petrolio che probabilmente deriva ugualmente dall'ardesia del terreno.

Ironicamente, la caratteristica che hanno decretato il successo dei migliori vini tedeschi, hanno allo stesso tempo pavimentato la strada che ha portato alla reputazione generalizzata di prodotto inferiore di bassa qualità, che oggi caratterizza buona parte della produzione enologica tedesca. La ragione va ricercata nel fatto che molti vitigni, come ad esempio il prolifico Mueller-Thurgau, attualmente vengono coltivati su terreni pianeggianti, arabili e fertili, che producono uva in grande quantità e sono vendemmiabili facilmente con mezzi meccanici. Come risultato, i vini prodotti vengono definiti dagli stessi tedeschi zuckerwasser, ossia "acqua zuccherata".

Lo stesso si può dire, almeno in parte, del Chianti toscano, probabilmente il più conosciuto fra i vini italiani nel mondo.

Grazie all'ottima e meritata reputazione del Chianti Classico, ossia l'area che rappresenta il cuore della zona di produzione, le aree con diritto all'uso del nome 'Chianti' si sono estese gradualmente oltre i confini della zona originale. Oggi infatti esistono ben sette sotto-denominazioni di Chianti.

È un dato di fatto che sul mercato si trovano Chianti in una varietà di livelli qualitativi che dipendono, almeno in parte, dal tipo di terreno sul quale vengono coltivati i vigneti. Anche in questo caso, il problema nasce dal fatto che su terreni fertili la vite produce quantità maggiori di uva a scapito della qualità, e il risultato finale è la produzione di vini mediocri. Detto questo, secondo me il Chianti Classico e il Chianti Rufina sono generalmente affidabili.

Una storia simile si è ripetuta nella zona australiana di Coonawarra, che si è confermata come una delle aree nel nuovo modo dove si producono alcuni dei migliori Cabernet a livello mondiale. L'area di produzione originale è caratterizzata da un tipico terreno rosso (chiamato "terra rossa") che, unita alle caratteristiche regionali del clima, contribuisce a produrre vini di stile e qualità paragonabili alla migliore produzione francese.

Dato il potenziale commerciale del nome però, produttori locati in distretti adiacenti a Coonawarra, su terreni con caratteristiche ben diverse, vorrebbero apporre la denominazione anche sulle loro etichette di loro produzione. Nel caso dell'Australia inoltre, occorre anche tenere presente che molti vini vengono prodotti con uve che coltivate a volte in vigneti che si trovano a centinaia a di chilometri dalle cantine di produzione.

In questo caso, che significato si può attribuire ad un nome?

Pubblicato originalmente sul Belfast Telegraph ©2004
Nota Bene: Le opinioni espresse qui rappresentano esclusimanete il parere dell'autore.
Tradotto dall'inglese da WineCounbtry.it


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