Southwestern Sideways: Alla ricerca di vini Usa non californiani – Quarto giorno
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Al Grand Canyon |
La strada scorre attraverso un deserto con montagne all'orizzonte finché non si inoltra fra gli alberi della Kaibab National Forest. Ad un certo punto sentiamo odore di bruciato e notiamo una preoccupante colonna di fumo alzarsi da dietro una collina, ma quando ci fermiamo per fare benzina ci dicono che si tratta di un incendio controllato. Infatti quando arriviamo al Grand Canyon ci ritroviamo avvolti da fumo denso e vediamo le fiamme lambire il sottobosco e attaccare alberi interi, morti ma ancora in piedi, sotto l'occhio vigile di dei pompieri che usano discretamente i loro getti d'acqua per controllare le fiamme.
È la prima volta che visito il Grand Canyon ed è veramente stupefacente: un'opera d'arte alla quale la natura lavora da secoli e ancora continua, trasformando lentamente il paesaggio giorno dopo giorno. C'è un gruppo di turisti spagnoli in uno dei punti panoramici che sovrastano il Canyon che scattano foto e si chiamano l'un l'altro rumorosamnete a voce alta, come fanno talvolta certi Europei.
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In hotel Maya adora consultare la mappa |
Per cena andiamo al ristorante Spaghetti Western in centro a Tusayan, dove dove stiamo al Red Feather Hotel (Albergo della Penna Rossa), locato ad un paio di miglia dall'entrata sud del Grand Canyon.
| Spaghetti Western è la definizione data negli usa al genere western italiano creato da Sergio Leone negli '70. Questo genere ha lanciato la carriera cinematografica di Clint Eastwood a livello internazionale e, grazie anche alle bellissime colonne sonore di Ennio Morricone, è diventato famoso in tutto il mondo. Ad abbellire i muri del locale ci sono infatti, fra le altre cose, alcune locandine italiane di film di Leone. |
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Il locale ricorda un po' un ristorante italiano di provincia per tutta la famiglia e, come suggerisce il nome, è decorato in stile western e i camerieri sono messicani vestiti di nero con grandi cappelli da cowboy. Come c;era da aspettarsi la lista dei vini è breve e include più vini italiani (economici) che californiani ed un Cabernet Sauvignon del 2004 dell'azienda Columbia Crest Grand Estate, locata nella Columbia Valley, nello stato di Washington, che ordiniamo. Avremmo preferito bere vino dell'Arizona visto che nello stato ci sono cantine, ma ci accontentiamo di trovare un vino americano non californiano per la prima volta da quando siamo partiti. Inoltre, a $17 la bottiglia questo è il vino che offre il miglior rapporto qualità/prezzo tra quelli bevuti finora in viaggio, anche se la qualità di per se non è certo eccezionale.
Il cibo è in linea con il vino, ma l'atmosfera è piacevole. Brigit ordina una porzione di Lasagne Vegetariane che le viene servito in un piatto da portata dal quale trasbordano formaggio fuso e salsa di pomodoro. I miei Tortelloni al Peperone Grigliato e Formaggio di Capra sono piuttosto buoni, ma purtroppo nuotano letteralmente in un mare di salsa di pomodoro.
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