Southwestern Sideways: Alla ricerca di vini Usa non californiani – Primo giorno
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Highway 5 |
Conoscendo bene la realtà del traffico locale anziché seguire le direttive del GPS, che ci vorrebbe far prendere la highway 580 in direzione sud, dove troveremmo le code di traffico tipiche di un lunedì mattina di Oakland, California, mi dirigo verso San Francisco evitando il traffico più consistente prendendo strade secondarie come Shady Lane, Woodland Road e Magnolia Boulevard per prendere infine la 101 verso il Golden Gate Bridge. Seguiamo la 101 a sud di San Francisco fino alla 92 che ci porta sul San Mateo Bridge ed infine sulla highway 5. Nonostante questo percorso sia più lungo di quello proposto dal GPS, il marchingegno ci informa che con questa deviazionabbiamo recuperato quasi 2 ore sulla durata prevista del viaggio.
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Furnace Creek Ranch |
| In inverno, che a Death Valley è la stagione alta, il Furnace Creek Ranch conta oltre 200 dipendenti, la maggior parte dei quali vive in bassi bungalow nel retro delle strutture destinate ai clienti, che includono campi da golf, da tennis ed una piscina. Di fianco al complesso turistico c'è un benzinaio ed il Furnace Creek Visitor Center con il Museo della Death Valley. Tutt'attorno c'è il deserto, che rivela storie interessanti a chi lo sa guardare ed ascoltare. Nel complesso questo pare un set perfetto per un film drammatico di azione e passione. |
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Per il resto della giornata seguiamo pedissequamente le direzioni di Lori (la voce selezionata nel nostro GPS). Lasciataci alle spalle la highway 5, ci inoltriamo verso l'interno ed entriamo nel Mojave Desert, poi, continuando sulla highway 190, ci troviamo alla fine immersi nella maestosa desolazione della Death Valley dove, dopo circa 9 ore di viaggio, arriviamo al Furnace Creek Ranch.
Poco dopo le 18 ci incaminiamo verso la Wrangler Steakhouse (Bisteccheria del Cowboy) per andare cena.
Iniziamo dividendoci una insalata greca i cui ingredienti sono deliziosamente freschi, dopodiché ordino il Vegetarian Napoleon, che risulta essere una "torre" di verdure grigliate, anche queste incredibilmente fresche dato che ci troviamo nel deserto, che siedono sopra una base di ottimi tagliolini che, pur non essendo proprio 'al dente', non sono neppure stracotti come spesso succede negli Stati Uniti. Brigit ordina invece il Risotto alle Verdure Biologiche, un'ottima e creativa ricetta che include minuscole zucchine, mini summersquash (tipo di zucchina tondeggiante di colore giallo), carotine e rapanelli ed è condito con olio d'oliva e, giurerei, una punta di aceto balsamico.
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Palme da datteri a Furnace Creek, nella Death Valley |
Sfortunatamente la lista dei vini non è all'altezza del menu, ed è inoltre abbastanza limitata.
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Per annaffiare la cena, che avrebbe veramente meritato di meglio, ordiniamo una bottiglia di Pinot Grigio dell'azienda Trinity Oak. Il vino è fresco ed aromatico, anche se piuttosto blando ed un po' troppo dolce per i miei gusti. La cena sarebbe stata perfetta accompagnata da un Viognier corposo, oppure una Falanghina o un Ansonica ben freschi.
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