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'Sideways' all'italiana 2006 – Secondo giorno
Loris Scagliarini - 4 Aprile 2006

Martedì 3 Aprile
Dopo una buona notte di sonno mi sveglio all'alba al fischiettio allegro di un merlo e, ancora semi addormentato, me lo immagino appollaiato su di un'antenna della televisione dato che gli alberi più vicini sono nel piccolo parco a circa un isolato di distanza.

  Bagni di Orvieto
  Memmo
  Peasant Snack
  Park
  Orvieto Cathedral
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L'ingegner Daniele Malagoli – un altro amico di vecchia data, portavamo ambedue i pantaloni corti quando ci siamo conosciuti in età pre-scolare – ci passa a prendere alle 8 per una visita a Bagni di Orvieto, in Umbria.

Dopo una tipica colazione all'italiana al bar con paste fresche e caffè forte andiamo alla stazione dei treni di Bologna a prelevare Jonathan Dalrymple, presidente di Mediterranean Ventures, un'azienda basata in Texas che importa vini ed altri prodotti italiani, il quale arriva da Milano in treno per venire assieme a noi in Umbria. Dopo aver penato nel traffico mattutino per entrare e uscire da Bologna, ci lanciamo sull'A1 verso Firenze e Orvieto con Daniele alla guida della potente Land Rover a metano.

La mattinata nuvolosa si è intanto trasformata in una splendida giornata di sole. Il paesaggio ai bordi dell'autostrada diventa più piacevole e bucolico una volta che ci lasciamo Firenze alle spalle ed entriamo in Umbria. Si vedono meno villaggi, le case e ville sui declivi delle colline sono sempre più isolate e distanti l'una dall'altra e si notano più vigneti e filari cipressi. Usciamo dall'autostrada a Fabro e, seguendo una piacevole strada secondaria di montagna, ci fermiamo nella cittadina medioevale di Ficulle ad acquistare biscotti e pasticcini alla locale panetteria e a ricarburarci con un altro caffè.

A Bagni visitiamo il vecchio villaggio discutendo possibili evoluzioni in chiave moderna della proprietà. Le cantine sotterranee, scavate nella roccia nell'antichità a colpi di piccone, oltre ad essere perfette per la conservazione del vino grazie alla loro frescura naturale, potrebbero divenire una sede ideale per cene speciali fra amici e soci d'affari amanti del vino e della buona tavola.

La villa principale è imponente e racchiude fra le sue mura numerosi affreschi e tanta storia. Dalle sue finestre si gode una fantastica vista del parco e della valle sottostante e, in una giornata di sole come oggi, si può vedere Orvieto con il Duomo che si eleva sul resto della città. Il vecchio frantoio delle olive è un altro dei miei ambienti preferiti. Qui in passato le pesanti ruote di pietra venivano fatte girare da muli e, col loro moto, frantumavano le olive producendo la ricca polpa oleosa dalla quale veniva ricavato l'olio extra vergine d'oliva.

Il nostro programma prevede di andare a Umbertide nel pomeriggio a visitare la cantina di Carlo Massimiliano Gritti e fare un tardo pranzo nell'annesso ristorante ma, come dice la canzone degli OMC, "il tempo vola quando ci si diverte". Infatti sono ormai le 14, siamo ancora a Bagni e non siamo per niente pronti ad andarcene.

Chiamo Giuseppe Mangiarotti alla cantina e mi scuso per non riuscire a mantenere l'appuntamento e ci ripromettiamo di incontrarci al Vinitaly fra un paio di giorni. A questo punto ci sediamo ad un tavolo improvvisato in una delle stanze vuote del pian terreno della villa dove Memmo, l'ottantenne custode e cacciatore di cinghiali durante l'inverno, ci versa delizioso vino bianco e rosso da bottiglie senza etichetta che provengono dalla sua scorta personale e gustiamo un semplice e delizioso pasto contadino a base di salsiccia di cinghiale, soppressata, pecorino, mele e biscotti.

Al ritorno, nel tardo pomeriggio, ci fermiamo brevemente a visitare Orvieto, con il duomo con le pareti laterali a righe bianche e nere e l'imponente facciata decorata di bassorilievi, sculture e dipinti al centro della sua piazza principale.

Lasciamo Jonathan alla stazione di Firenze, da dove prende un altro treno che lo riporta a Milano. Quando arriviamo a Castelfranco Emilia sono le 22,40. Ci ritiriamo nel nostro appartamento affrescato e ci regaliamo una buona dormita in preparazione dell'intensa giornata che ci aspetta domani.

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