Il vino potrebbe essere d'aiuto in chemioterapia Matt Piacenza - 10 Agosto 2005
Ricercatori medici di Albany, nello stato di New York, pensano che l'alcol possa aiutare a controbattere gli effetti secondari di pesanti cure antitumorali.
Prima è arrivata la notizia che un composto contenuto nel vino rosso aveva possibili effetti positivi nella lotta contro le malattie cardiache: Salute! Poi l'industria dolciaria ha fatto sapere che un elemento contenuto nel cioccolato fondente aiuta la circolazione cardiovascolare: Vai Augustus Gloop, sei il nostro uomo.
Ora un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina di Albany, nello stato di New York rivela un altro possibile effetto benefico del vino rosso: la Dottoressa Rebecca Keller, professoressa dell Centro Medico per le Scienze Cardiovascolari di Albany, spera di usare il resveratrolo, un composto chimico contenuto nel vino rosso, per controbattere gli effetti secondari di una potente medicina usata nel trattamento dei tumori.
Il doxorubicin, un composto molto efficace per combattere la leucemia, forme mortali di tumore e malattie del sangue, spesso ha l'effetto collaterale di danneggiare il muscolo cardiaco.
Keller pensa che aggiungendo resveratrolo equivalente a quello contenuto in un bicchiere di Beaujolais, sia possibile mantenere il cuore in buone condizioni durante una cura a base di doxorubicin. Grazie ad un finanziamento di $719.000 offerto dall'American Cancer Society (Società Antitumorale Americana) la studiosa ha quattro anni di tempo per provare la sua teoria.
"Sappiamo che aiuta il cuore", ha detto Karen Carpenter-Palumbo, la vice presidentessa regionale della Società, riferendosi al resveratrolo contenuto nel vino rosso. "Possiamo usarlo anche per limitare gli effetti secondari della chemioterapia"?
I risultati iniziali sono promettenti, ha detto Keller. Nei prossimi quattro anni il suo compito sarà quello di provare l'efficacia del resveratrolo sintetico e scoprire con quali meccanismi questo composto antiossidante contribuisca a mantenere il muscolo cardiaco in buona salute.
Altri ricercatori stanno esplorando in che modo i composti contenuti nel cioccolato fondente, noti come flavonoidi, migliorano la salute del cuore. Secondo un recente studio pubblicato in Italia contribuiscono anche ad abbassare la pressione cardiaca.
È questo il momento buono per fermarsi in pasticceria e acquistare cioccolatini mentre torniamo a casa dal lavoro? Magari un paio di scatole la settimana?
Aspetta un momento, dicono i nutrizionisti. I precetti per un cuore in buona salute ed una salutare circolazione cardiaca sono gli stessi che vengono predicati da decenni: mangiare regolato e fare esercizio. Smettere di fumare. Mangiare più cereali, frutta e verdura.
"È titillante pensare che si possa mangiare cioccolato in quantità e ottenerne un effetto benefico sul cuore", ha detto Sharon Wright, capo dietologa dell'azienda Seton Health. "Tuttavia è meglio seguire seguire una dieta che includa pochi grassi".
Composti antiossidanti che possono proteggere il cuore si trovano anche in cibi che non presentano i potenziali svantaggi alimentari del cioccolato e del vino, come ad esempio i mirtilli sia neri che rossi, ha sottolineato Wright.
Anche una piccola quantità di cioccolato può aggiungere calorie in modo considerevole. I partecipanti allo studio italiano hanno mangiato 100 grammi di cioccolato fondente al giorno, che corrispondono a 227 calorie, ha fatto notare Wright.
I ricercatori credono che composti antiossidanti quali i flavonoidi o il resveratrolo contenuto nel vino rosso combattano l'effetto dei radicali liberi, elementi che uccidono cellule nel corpo umano. Quando un certo numero di cellule cardiache muore, il cuore non è più in grado di pompare sangue a sufficienza, col risultato di un possibile attacco cardiaco o anche di decesso.
I radicali liberi vengono prodotti nel corpo umano da contaminanti ambientali o da medicine, tipo il doxorubicin. Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi e stimolano le cellule del cuore, spingendole a produrre loro stesse sostanze antiossidanti, ha detto Keller.
Gli effetti secondari del doxorubicin, una medicina che ha aiutato milioni di persone a combattere tumori maligni, sono seri. Secondo Keller, dal 7 al 20 percento dei pazienti che lo usano sviluppano malattie cardiache. A causa di questi effetti secondari i medici devono limitarne l'uso nonostante l'efficacia dimostrata nel combattere i tumori.
Keller spera che oltre ad incrementare gli antiossidanti, il resveratrolo uccida anche le cellule cancerogene, una scoperta riportata da altri ricercatori.
"La nostra speranza è che usando resveratrolo e doxorubicin assieme, un paziente possa assumere quantità maggiori di doxorubicin per periodi più lunghi", ha detto Keller.
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