Articoli
Ricerca e Sviluppo


Quick Links





La e-Letter di
WineCountry.IT

Abbonati alla e-Letter di WineCountry.IT per ricevere mensilmente via e-mail informazioni e notizie aggiornate di enologia e enogastronomia italiana.

Investigando cosa c'è nel al vino (Quarta di quattro parti)
Dan Berger - 10 Febbraio 2005

Parte 12 34

Vesciche di pesce nel tuo spumante?
Sarete sorpresi nel sapere che cos'è entrato in contatto con quello che bevere.

In breve, cosa c'è, o cosa c'è stato, nel tuo vino

D. Cosa sono quei cristalli semitrasparenti che a volte sono attaccati al tappo quando lo si toglie, oppure si depositano sul fondo del bicchiere?? Sono dannosi?
R. Questi cristalli si chiamano tartrati, (crema di tartaro) e non sono dannosi. I cristalli di tartrato sono un sottoprodotto naturale generato durante la fermentazione. Possono essere eliminati dal produttore raffreddando il vino (in un processo chiamato "stabilizzazione) e filtrandolo. Alcuni però ritengono che la filtratura sminuisce il carattere del vino, quindi preferiscono non sottoporlo a questo processo. L'uso di un decanter permette ai cristalli di depositarsi sul fondo del recipiente anzichè finire nei bicchieri.

D.

E quella sostanza un po' melmosa che si trova a volte sul fondo del bicchiere?

R. Questi sedimenti sono formati da minuscoli corpi solidi presenti nel vino, non sono dannosi ma possono risultare amarognoli al palato. Al pari dei tartrati, si trovano in vini non filtrati. Di nuovo, la semplice soluzione è far decantare il vino prima di servirlo.

D. Cosa significa far decantare il vino?
R.
  Wine Decanter  
  Tipo di Decanter  

La decantazione è un metodo che aiuta a separare il vino dalle sostanze solide che sono sopravvissute al processo di vinificazione. La decantazione serve anche ad aerare, o "far respirare" il vino consentendogli di "aprirsi", liberando eventuali aromi e sapori complessi (nel caso di vini rossi e invecchiati – N.d.T.).

(Per una decantazione corretta) lasciare riposare la bottiglia chiusa in posizione verticale fin dalla notte precedente, in modo che gli eventuali sedimenti si depongano sul fondo. Si apre poi la bottiglia con l'anticipo raccomandato (se necessario) e si versa il contenuto lentamente nel decanter, ossia il recipiente usato per far decantare il vino, finchè non si notano tracce di sedimenti nel collo della bottiglia. (L'uso di una candela o di una pila per osservare il collo della bottiglia in controluce durante questa operazione può essere d'aiuto). A questo punto si smette di versare e si getta il fondo della bottiglia contenente i sedimenti solidi.


D.

Se seguo un'alimentazione totalmente vegetariana, come faccio a sapere se sono stai usati additivi di origine animale, tipo il bianco d'uovo, vesciche di pesce, o gelatine di origine animale, durante la produzione di un vino particolare?

R. Nonostante solo una infinitesima parte di detti additivi sia presente nel prodotto finito, e solo nella peggiore delle ipotesi, chi segue un'alimentazione totalmente vegetariana, oppure non può consumare prodotti animali per motivi religiosi, desidera avere questa informazione in anticipo. Negli Stati Uniti per esempio, i vini definiti "unfined" (non raffinato) sull'etichetta sono stati preparati senza l'aggiunta di additivi. Tuttavia, non tutti i vini in questa categoria aggiungono la dicitura "unfined" nell'etichetta e, d'altro canto, i vini ai quali sono stati aggiunti additivi in genere non lo specificano. Attualmente l'unico modo sicuro di sapere se sono stati usati additivi di natura animale durante la preparazione di un vino in particolare è contattare il produttore direttamente e chiederlo.

D. Esistono additivi usati nell'affinamento del vino che non siano di natura animale?
R. Si, sono la bentonite, che è un tipo di argilla, e il polyvinylpolypyrrolidone (PVPP), che appare simile a nylon gratugiato.

D.

Cosa sono i solfiti e perchè si trovano nel vino?

R. I solfiti sono composti solforosi che si trovano in natura nell'uva fresca e in tutti i tipi di vino. Enologi e produttori di solito aggiungono piccole quantità di solfiti al vino per inibire la formazione di muffe, dei batteri che provocano l'acetificazione, e per prevenire l'ossidazione. I solfiti sono un elemento molto importante per la conservazione a lungo termine del vino, ma possono provocare reazioni negative in persone che siano allergiche oppure abbiano una sensibilità acuita nei loro confronti. Se un vino non contiene solfiti aggiunti di solito viene dichiarato sull'etichetta. (La legge statunitense consente di definire un vino "privo di solfiti" se ne contiene meno di 10 parti per milione).
Altre informazioni sui solfiti.

Dan Berger è uno scrittore freelance di enologia basato in Sonoma County.
Pubblicato originalmente su San Francisco Chronicle ©2004
Tradotto dall'Inglese da WineCountry,IT


HomeIndice delle RegioniChi SiamoCercaNewsContattaciSite Map


Idee e/o suggerimenti? Per favore, contatta il web master.

Site Navigation

English version of WineCountry.it


WineCountry.it Gold Medal


WineCountry.it vertical logo