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Il Palio di Siena
La Redazione - 16 Luglio 2003

Immagini di edizioni precedenti del
Palio di Siena
Palio di Siena 1
Palio di Siena 2
Palio di Siena 3
Palio di Siena 4
Palio di Siena 5

Fotografie di:
Luca Lozzi
Lorenzo Maffei
Alex Baldi.

Per ulteriori immagini visitare il sito non ufficiale dell Palio di Siena.

 
Nel medioevo, in molte località della Toscana, si organizzavano gare al cui vincitore veniva offerto in premio un 'palio' consistente generalmente in un gonfalone. Il Palio di Siena si corre in occasione della festa dell'Assunta e costituisce un mezzo per dare libero sfogo alla rivalità fra i rioni con una corsa di cavalli.

Al giorno d'oggi tutta la festa si incentra sul palio; la corsa del palio ha una stretta relazione con la suddivisione della città in contrade territoriali, che hanno una loro organizzazione, sedi di rappresentanza e cariche di potere e onorifiche. A partire dall'ultima domenica di aprile, festa del patrono di Siena, inizia l'anno contradaiolo e con questo la preparazione del palio. Il rapporto di alleanza tra contrade è altrettanto sentito quanto quello di rivalità ed è generalmente dovuto a motivi di culto e di patronato. I palii che si corrono a Siena sono due: quello del 2 Luglio, in onore della Madonna Santissima di Provenzano, e quello del 16 Agosto, in onore di Maria Vergine Assunta in cielo. In occasione dei palii si celebrano cerimonie religiose rispettivamente nella chiesa della Madonna di Provenzano e nel duomo della città.

Il palio viene benedetto e conservato in chiesa fino all'esposizione sul carroccio durante il corteo storico. Ancora oggi durante la festa di agosto si celebra, come nella tradizione, l'offerta dei ceri e dei censi. Nei giorni precedenti il palio ogni contrada sceglie il suo capitano, che diviene il responsabile della contrada per tutta la durata del palio, soprintende all'organizzazione, alla tratta dei cavalli e dei fantini, a questioni finanziarie e mantiene l'ordine nelle file dei contradaioli, che sono particolarmente esuberanti.

Essendo le contrade 17 e potendo correre solo dieci cavalli, l'estrazione a sorte dei partecipanti è attesa con grande ansia. Durante la cerimonia dell'estrazione è il sindaco della città che rende note quali siano le contrade favorite dalla sorte, appendendo gli stemmi al balcone del palazzo comunale. Ogni contrada estratta è annunciata da uno squillo di tromba e dall'urlo della folla dei contradaioli. I capitani delle contrade partecipanti al palio sono convocati dal sindaco e propongono la scelta del mossiere, il quale sarà nominato però dal primo cittadino.

Il secondo atto del palio, o "tratta dei cavalli", è costituito dall'assegnazione dei cavalli alle contrade. Prima dell'assegnazione i "cavallari" presentano i loro cavalli al sindaco e ai capitani. Scelti i dieci cavalli in gara, si abbinano, sempre con un'estrazione, i cavalli alle contrade. Iniziano a questo punto le prove dei fantini con i cavalli con cui correranno, ma cambiamenti possono avvenire fino all'ultimo. I fantini devono saper montare il cavallo senza sella. Il fantino deve anche essere abile e astuto e a volte deve saper approfittare di offerte sottobanco: può infatti tradire la contrada per cui corre, ma non deve farsi scoprire, altrimenti può andare incontro a grossi guai. Alla fine delle prove ogni contrada organizza un banchetto, in cui il capitano esorta i contradaioli a comportarsi correttamente e il fantino promette fedeltà alla contrada. I giorni del palio tutti i palazzi della città sono addobbati a festa con i colori delle contrade; nel primo pomeriggio i contradaioli indossano i costumi d'epoca e assistono alla cerimonia della benedizione in chiesa del cavallo e del fantino, alla presenza del sacerdote, del priore e del capitano. Ultimato questo rito inizia il corteo storico. In piazza del Campo sfilano in costume tutte le rappresentanze dei comuni del territorio senese, il capitano del popolo e le comparse di ogni singola contrada, che precedono il fantino che monta il cavallo di parata seguito dal cavallo da corsa condotto da un paggio.

L'emblema più significativo del corteo storico è il carroccio, su cui viene portato in trionfo il palio. Finito il corteo storico il mossiere riunisce i fantini per dare loro istruzioni e consigli; ciò fatto dà il permesso di montare il cavallo e i fantini entrano in campo pronti alla parte più emozionante della gara, che è la 'mossa' di partenza.

Per l'esito della gara sono infatti decisive la posizione di partenza e la prontezza del cavallo e del fantino a scattare non appena il mossiere fa cadere il canapo. L'ordine di entrata tra i canapi è sorteggiato dai giudici alcuni minuti prima della partenza; una volta che i cavalli sono entrati tra i canapi il mossiere, nel momento che ritiene opportuno, dà il via alla corsa e, se ritiene che la partenza sia valida, innalza la bandiera bianca. La gara è molto difficile ed emozionante; fino a tutto il primo giro i fantini non possono colpire gli avversari con nerbate. Nel secondo giro la nerbata può essere un elemento essenziale per fiaccare il fantino avversario e determinare l'esito della gara.

Alla fine della corsa il fantino e il cavallo vincitori sono portati in trionfo dai contradaioli in festa, che si recano in duomo insieme con i contradaioli alleati, recando in alto il palio.

La sera e tutto il giorno dopo si svolgono festeggiamenti e banchetti.

La sera e tutto il giorno dopo si svolgono festeggiamenti e banchetti.

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