I vini italiani più famosi sono quelli toscani
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| Sassicaia della Tenuta San Guido |
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| Barbaresco delle Langhe | |
È l'etichetta toscana di Antinori, seguita da Gaja, Biondi Santi, Castello Banfi, Caprai, Planeta, Frescobaldi, Bellavista, Ferrari e Ornellaia.
E il vino italiano più famoso nel mondo?
Non ci sono dubbi: il posto d'onore va al Sassicaia della Tenuta San Guido, seguito dal Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi, Barbaresco di Gaja, Ornellaia e Masseto della Tenuta dell'Ornellaia, Solaia di Antinori, Sagrantino di Montefalco "25 Anni" di Caprai, Amarone della Valpolicella "Vigneto Monte Lodoletta" di Dal Forno, Chianti Classico "Castello di Fonterutoli" del Castello di Fonterutoli, Franciacorta "Annamaria Clementi" di Ca' del Bosco e Barolo Brunate di Roberto Voerzio.
E qual'è la zona di produzione più apprezzata?
Al primo posto ci sono le Langhe (con Barolo e Barbaresco) e Montalcino (col Brunello); a seguire vengono in ordine Chianti Classico, Collio, Amarone-Valpolicella, Bolgheri, Sagrantino-Montefalco, Alto Adige, Franciacorta e Prosecco Conegliano-Valdobbiadene.
Questi dati sono emersi da una ricerca condotta in collaborazione con Vinitaly e che ha coinvolto 8.894 appassionati di enologia.
I primi tre posti della lista dei marchi più noti sono andati in ordine ad Antinori, Gaja e Biondi Santi: un risultato che sottolinea il valore di queste etichette che hanno dato il via alla cosiddetta "rinascita" del vino italiano nel mondo.
La ricerca, che illustra le tendenze nel mondo del vino, è servita inoltre ad analizzare le preferenze personali degli intervistati.
Gli appassionati di enologia che hanno partecipato alla ricerca hanno concordato sul favore incontrato dai vini tipicamente italiani all'estero (Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella, Chianti Classico), ma hanno evidenziato che anche i vini prodotti con tagli di uve autoctone con uve internazionali sono considerati grandi "ambasciatori" dell'enologia italiana nel mondo. Un'indicazione di questa tendenza viene dall'interesse dimostrato dagli intervistati nei confronti dei cosiddetti vini "veri" o "estremi", ossia vini che sono frutto di caratterizzazioni radicali dello stile o di soluzioni tecniche particolari (quali, ad esempio, la biodinamica). Sono stati molti infatti a dare la loro preferenza a vini quali Ribolla Gialla di Gravner, Trebbiano d'Abruzzo di Valentini, Brunello di Montalcino Case Basse di Soldera, Barolo di Bartolo Mascarello o di Querciabella.
Tuttavia, l'apprezzamento per i vini italiani nel mondo non è prerogativa esclusiva delle costose etichette di lusso. Infatti anche aziende di produzione di massa come Zonin, Gancia, Rocca delle Macie, Mezzacorona, Santa Margherita, Duca di Salaparuta (Corvo), Sella & Mosca e Gruppo Italiano Vini (Giv) hanno ottenuto buoni piazzamenti. Sono queste, in definitiva, le aziende che hanno consolidato la fama dei vini italiani sui principali mercati internazionali.
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