2004 - previsto aumento dell'11% nella produzione d'uva La Redazione - 12 Luglio 2004
Sarà di circa 49 milioni di ettolitri la vendemmia 2004. Lo prevedono Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv) preannunciando, quest’anno, una crescita della produzione vinicola nazionale dell’11% rispetto al 2003.
Una tendenza generalizzata – spiegano gli analisti - che accomuna le regioni del nord, centro e sud Italia. Anche se l’aumento del 2004 rappresenta di fatto un recupero solo parziale delle perdite registrate nelle ultime vendemmie, che hanno portato la produzione italiana ai minimi storici e sotto la soglia dei 45 milioni di ettolitri.
Le condizioni meteo degli ultimi mesi hanno favorito ovunque lo sviluppo vegetativo dei vigneti. Il periodo a rischio gelate si è chiuso senza danni alla viticoltura nazionale, mentre le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno permesso l’accumulo di riserve idriche più che sufficienti per affrontare, soprattutto al sud, la stagione estiva.
L’eccesso di piogge – rilevano Ismea e Uiv - ha però causato diffusi attacchi di peronospora, comunque sotto il controllo degli operatori. Gli effetti più pesanti si registrano in Puglia, soprattutto nel Salento, con ricadute che non dovrebbero pregiudicare i livelli quantitativi dei raccolti 2004, previsti in crescita rispetto all’anno scorso.
Peronospora sotto controllo in Veneto dove le grandinate, che hanno colpito a giugno il Trevigiano e il Vicentino non avranno comunque ripercussioni di rilievo sui volumi produttivi. Bilancio complessivamente favorevole anche in Emilia-Romagna, dove è atteso un raccolto abbondante, con risultati positivi, inoltre, nei filari marchigiani.
Riguardo al Piemonte, sono iniziati i trattamenti obbligatori per la Flavescenza Dorata; si segnala qualche problema di Oidio solo nelle Langhe. Abbondanti, infine, le proiezioni produttive per i vigneti siciliani.
In gran parte della Penisola lo sviluppo vegetativo presenta quest’anno un ritardo di 7-10 giorni rispetto al 2003, quando la raccolta fu però in netto anticipo. In ogni caso – concludono Ismea a Uiv - il perdurare del caldo potrebbe determinare un recupero dei tempi di maturazione delle uve già nei prossimi giorni.
Fonte: ISMEA
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