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Darrell Corti, negoziante di vino, non venderà più vino con oltre 14,5% di alcol
Alan Goldfarb - 19 Giugno 2007

"Senza nessuna eccezione".

 
Darryl Corti
 

Le cantine ascolteranno Darrell?
"Con la quantità di vino che c'è in giro non è certo difficile trovarne uno di un certo tipo. Ma è diventato più difficile trovare vini equilibrati, gustosi e senza troppo alcol."

   

Una sezione consistente del negozio Corti Brothers di Sacramento, in California, è dedicata al vino. Sugli scaffali ci sono allineate svariate etichette e in buona parte si tratta di vini italiani. I tre uomini che si dedicano a mantenere le scaffalature rifornite e alla vendita indossano un grembiule blu per non sporcare i propri abiti quando maneggiano interi cartoni. Sembra una scena d'altri tempi ed offre una nota di sensibilità in stile europeo.

Fra gli scaffali e le bottiglie i clienti trovano di solito Darrell Corti, attuale proprietario del negozio che la famiglia ha aperto 50 anni fa. Anche di lui si può dire che appartiene ad un'era passata: non possiede telefono portatile e non ha nessuna idea su come funzioni un computer.

Fra l'altro, Corti è considerato da molti un'autorità in California per quanto riguarda i vini e le specialità gastronomiche italiane, ed è decisamente opinionato rispetto al vino. Gli piacciono vini saporiti ed equilibrati e gradisce bere vino con i pasti. Ha anche un'opinione decisamente sfavorevole sui vini che ritiene abbiano un contenuto alcolico troppo alto.

Ha quindi deciso di agire di conseguenza, ordinando ai dipendenti di non degustare più vini che hanno un contenuto alcolico superiore a 14,5 gradi alcolici, in quanto non venderà più questi tipi di vino d'ora in poi.

Corti è tornato di recente da un viaggio nel sud d'Italia. La notizia della nuova politica del negozio si è risaputa mentre lui era via, ed hanno iniziato ad e-mail e fax al negozio. Gli impiegati hanno stampato e conservato il tutto perché Darryl potesse leggere le reazioni al suo ritorno.

Corti Bros

"Dopo la degustazione del 29 marzo ho fatto mettere un avviso nella sezione dello Zinfandel (vino californiano che ha lo stesso DNA del Primitivo pugliese – NdT) con la scritta 'Questa è l'ultima degustazione che Corti Brothers ha fatto di Zinfandel con oltre 14,5% di alcol. Questi tipi di vino non verranno più venduti qui, senza nessuna eccezione'," ha detto Corti in una recente intervista con l'autore dell'articolo.

"Ho preso questa decisione dopo aver degustato Zinfandel che facevano dai 14,6 ai 17 gradi. L'idea che ho di un buon vino", ha detto ancora Corti "è che una coppia finisca la bottiglia desiderando che ce ne fosse ancora appena un po' da bere. Alcuni di questi vini con contenuto alcolico così alto -- non puoi finire una bottiglia. Non vuoi finire una bottiglia.

"Sono appena tornato da un viaggio in sud d'Italia", ha continuato Corti, "dove ho bevuto vini con 11-12 gradi alcolici ed erano assolutamente deliziosi. Non voglio combattere contro mulini a vento, ma (la scrittrice inglese di vino) Jancis Robinson dice che le piacciono vini per la loro 'freschezza'. Un vino con più di 14 gradi non è particolarmente rinfrescante.

"Abbiamo ricevuto fax che dicono 'Bravo!' Alcuni dicono, Continuate così.' Altri invece dicono che sono matto. Ma posso vendere quello che voglio, o no? C'è stato un solo caso di un cliente ha chiesto uno Zinfandel corposo. Gli ho detto che non abbiamo vini di quel tipo.

Label"C'è poi gente come (il critico di vino Robert) Parker... Ha scritto (nella sezione dei messaggi del suo sito web) che ha acquistato una bottiglia imperial (bottiglia da 6 litri, ossia l'equivalente di 8 bottiglie normali) di Corti Bros Zinfandel del 1976 prodotto in Amador County e imbottigliato appositamente per il nostro negozio che aveva oltre 15 gradi. (Ma) questo è impossibile: non c'è mai stato un Corti Brothers '76. L'unica volta che abbiamo imbottigliato un imperial è stato nel 1974 ed il vino aveva 13,9% di alcol secondo quanto stampato in etichetta.

"Non prestiamo molta attenzione a quanto pubblicano Parker o il Wine Spectator (rivista statunitense di enologia). È lui (Parker) che ha dato origine al problema. Abbiamo qui una persona che in effetti crea la domanda di mercato, ma ai vecchi tempi era il re di Francia che creava il mercato del vino. Quando da 100 punti, o 98, 95, o 93 … altre cantine imitano quei vini. I produttori (specialmente negli Stati Uniti e nel Nuovo Mondo in genere – NdT) sono noti per seguire le mode per vendere più vino".

"Cosa succederà adesso? Lo stile comincerà a cambiare"? Ha chiesto Alan Goldfarb, l'autore dell'articolo originale.

"Mi farebbe piacere vedere una tendenza al ribasso, ma è un po' come gridare nel deserto", ha risposto Corti.

Fonte: Estratto da un articolo pubblicato su AppellationAmerica.com
NOTA BENE: Le parti in corsivo sono di WineCountry.IT • Leggi l'intero articolo in inglese


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