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Il governo francese annuncia nuove strategie per risolvere la crisi del vino
La Redazione - 7 Gennaio 2006

VintnerI produttori francesi stanno programmando nuove proteste, nonostante l'annuncio del primo ministro Dominique de Villepin di nuovi provvedimenti, nei prossimi due o tre mesi, per controbattere l'attuale crisi del settore enologico nazionale.

Secondo quanto dichiarato da Villepin, la strategia francese che verrà attuata, aiuterà fra l'altro il settore a recuperare fasce di mercato perse in anni recenti.

L'incontro col primo ministro è stato richiesto dai produttori in un momento di crescente tensione nel settore enologico, alla fine di un brutto anno che ha visto diminuire il prezzo dei vini francesi e la perdita di consistenti fasce di mercato internazionale, con molti viticoltori che ormai rischiano il fallimento.

Fra le varie iniziative, il ministro francese dell'agricoltura Dominique Bussereau, chiederà al governo europeo lo stanziamento di fondi extra per la distillazione delle rimanenze di vino anche per il 2006. Questo provvedimento comunque, non pare sufficiente a calmare gli spiriti esacerbati di molti coltivatori scontenti. Il settore enologico francese chiede al governo interventi più energici.

L'associazione dei viticoltori francesi CRAV, prima di Natale ha infatti dato di nuovo il via ad una violenta campagna contro i vini stranieri ed il numero degli iscritti all'associazione, col persistere della crisi.

I produttori della Languedoc-Roussillon, ossia la maggior regione vinicola francese, hanno in programma una protesta a Narbonne entro questo mese. Lo scorso anno, durante le proteste in questa città, una manifestazione iniziata pacificamente, seppur emotivamente molto tesa, è terminata con lo scambio di lacrimogeni e bottiglie Molotov fra polizia e manifestanti.

Vari leader dell'industria enologica, fra i quali anche il presidente dell'unione delle cooperative vinicole francesi, Denis Verdier, hanno accusato il governo di non prendere seriamente i veri problemi che i vitivinicoltori francesi si trovano ad affrontare, sperperando invece denaro alla cieca cercando di controbattere la crisi.

Ad una recente fiera del vino a Montpellier, Verdier e altri manager del settore hanno presentato un loro piano per combattere l'attuale crisi. Il loro piano include misure a breve termine, quali l'esenzione per i viticoltori di alcune tasse e l'istituzione di un prezzo minimo fisso per il vino per un periodo di sei mesi, oltre a misure a lungo termine che includono riforme al mercato comune dell'Unione Europea e la conversione di parte dei vigneti francesi.

"Il sistema vinicolo francese è molto stanco. Abbiamo bisogno di riorganizzare la gerarchia dell'industria, incluso il sistema dell'Appellation Controlée (AOC, equivalente della DOC italiana). Dobbiamo smettere di dire che l'AOC ci salverà", ha detto il responsabile dell'Assemblea Generale dei Vitivinicoltori Francesi, Jean Huillet. "Dobbiamo creare prodotti che attraggono gruppi specifici di consumatori e dobbiamo spiegare le origini del vino".

Molti vitivinicoltori francesi sono convinti che spetti alla Commissione Europea di muoversi per bilanciare le industrie enologiche nazionali dei Paesi membri dell'UE.


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