L'export di vino italiano negli USA: le tendenze dei primi 10 mesi del 2005
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Classifica |
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| 2003 | 2004 | 2003 | 2004 | 2003 | 2004 | 2005 | 2003 | 2004 | 2005 | 2004 2005 |
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| Totale | 3302,95 |
3426,54 |
100 |
100 |
2687,72 |
2767,48 |
3071,58 |
100 |
100 |
100 |
10,99 |
| Italia | 925,79 |
972,44 |
28,09 |
28,01 |
758,78 |
774,20 |
894,89 |
28,23 |
27,97 |
29,13 |
15,59 |
| Francia | 1121,79 |
1052,08 |
35,96 |
32,98 |
934,49 |
840,37 |
878,27 |
34,77 |
30,37 |
28,59 |
4,51 |
| Australia | 625,6 |
731,82 |
18,94 |
21,51 |
530,42 |
615,59 |
642,58 |
19,74 |
22,24 |
20,92 |
4,39 |
| Cile | 138,34 |
152,24 |
4,22 |
4,47 |
113,44 |
124,88 |
137,99 |
4,22 |
4,51 |
4,49 |
10,50 |
| Spagna | 155,65 |
183,40 |
4,72 |
5,42 |
126,35 |
146,14 |
165,54 |
6,16 |
5,28 |
5,39 |
13,27 |
I dati dei primi dieci mesi del 2005 confermano che il vino italiano migliora la propria posizione nella classifica delle importazioni, con una quota di mercato del 32,7% nella classe di maggiore riferimento: quella dei vini fermi imbottigliati nelle confezioni inferiori ai due litri. Qui l'incremento percentuale dell'Italia raggiunge il 15,77% in più rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre l'Australia e la Francia, con un incremento rispettivamente del 3,93% e di appena lo 0,23%, segnano un rallentamento ad una quota di mercato, rispettivamente, del 24,67 e del 19,24.
Se si va ad esaminare poi le quantità, sempre nello stesso periodo temporale e per la stessa classe di prodotto, i vini italiani registrano un importante incremento percentuale del 11,45% (162 milioni di litri), evidenziando il passo più lento di quelli australiani che incrementano la loro presenza sul mercato del 5,32% (151 milioni di litri), mentre i vini francesi indietreggiano segnando un -2,37% (58 milioni di litri).
Questo risulta essere tanto più importante se si pensa che è il vino da tavola la tipologia di prodotto per la quale, secondo le stime degli analisti più accreditati, si attende l'incremento di consumo maggiore da qui al 2015, mentre si prevede che i vini spumanti godranno di incrementi più modesti.
Nel 2004 il vino più importato dall'Italia è stato il Pinot Grigio che continua a godere della preferenza dei consumatori. Nei rossi la prima posizione spetta invece al Chianti, seguito dal Lambrusco e dal Merlot.
I dati relativi ai primi dieci mesi del 2005 indicano che i vini italiani rossi sono preferiti rispetto ai bianchi per classi di prodotto di prezzo più levato , mentre per tipologie di prodotto a prezzi meno elevati i consumatori preferiscono i bianchi.
Per quanto riguarda i vini sparkling, si ha la conferma che la Francia è sempre in prima posizione con 161 milioni di litri importati, ma va segnalato un importante incremento percentuale degli spumanti italiani (15,29%) maggiore per poco meno del doppio rispetto a quello dei "cugini d'oltralpe (8,97%).
Nella classe dei vini vermouth l'Italia continua a detenere incontrastata un'assoluta supremazia che la vede detenere una quota pari all'85% del mercato per una valore di 17,5 milioni di dollari (controlla il valore in altre valute). In questo comparto, segnato da una certa staticità dell'attività di marketing, tuttavia, gli incrementi percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno non vanno oltre il 3,6%. Seconda , molto distante è la Francia con una quota di mercato dell'8,9%, minacciata da vicino dalla Spagna che, partendo da quantità modestissime, segna una percentuale d'incremento a tre cifre.
Le statistiche americane evidenziano che il prezzo medio al litro del vino italiano negli ultimi 5 anni è aumentato da 3,75 dollari a 5,18 (controlla il valore in altre valute). Nello stesso periodo quello australiano è invece diminuito da 5,06 dollari a 4,03 (controlla il valore in altre valute). Quello francese è attestato invece ad un valore superiore agli 8 dollari.
Con riferimento ai 'concorrenti' più distanti dell'Italia, si confermano, anche per il 2005, le ottime performance dei vini esportati dall'Argentina e dalla Germania, che mettono a segno, nei primi dieci mesi, incrementi quantitativi superiori a quelli italiani, pur a fronte, ovviamente, di quantità esportate ben inferiori rispetto alle performance del nostro export. Per il resto, si conferma il momento di buona salute dei vini cileni, che registrano da Gennaio ad Ottobre un incremento delle esportazioni del 10,35%, con una quota di mercato che si aggira intorno a poco più del 5%.
A condizionare la performance dei vini europei (di quelli francesi in particolare) è stato il progressivo apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro: la moneta unica, pur essendosi indebolita negli intervalli di tempo considerati per il 2004 e il 2005, ha registrato infatti un netto rialzo sulla divisa statunitense su base annuale. Il rapporto di cambio, salito da gennaio 2004 a gennaio 2005 di oltre 10 centesimi a 1,3645 USD per ogni euro, ha penalizzato le esportazioni italiane facendo lievitare i prezzi al dettaglio. Il trend si è però invertito nel corso dei primi dieci mesi con il dollaro in ripresa sulla divisa europea con probabili effetti positivi per l'export italiano nella restante parte dell'anno.
Va aggiunto che talvolta, inoltre, politiche di marketing "conservatrici e alcune inadeguatezze delle strategie cooperative di promozione tra produttore ed importatore rischiano di riverberarsi in modo non completamente positivo nei confronti dei consumatori americani.
Il settore vitivinicolo rimane un asset strategico per l'Italia, e anche per questo che ICE ha messo a punto una serie di iniziative, dopo il successo dell'Italian Wine Week in Chicago dello scorso Ottobre, per il rilancio e il consolidamento del vino italiano, in un mercato così importante, ma anche esigente e sofisticato come quello statunitense. Ancora una volta un numeroso gruppo di aziende italiane, alcune delle quali nuove sul mercato, parteciperà con l'ICE dal 28 a 29 Gennaio 2006 alla tradizionale Boston Wine Expo.
| Fonte: Dott. Giovanni Mafodda, responsabile ICE, New York, Usa |
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Il vino è il prodotto agro-alimentare italiano più esportato negli Stati Uniti. Lo confermano i dati dei primi dieci mesi del 2005, che ribadiscono un trend ormai consolidato da moltissimi anni.
Da Gennaio ad Ottobre, gli Usa, che importano circa un terzo circa del vino consumato annualmente, hanno importato quasi 895 milioni di dollari (
