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Sovrapproduzione di vino
La Redazione - 12 Aprile 2005

La sovrapproduzione di vino mette in difficoltà Paesi produttori sia nel Vecchio che nel Nuovo Mondo.

  Chianti wine road map
  Le auto francesi andranno a Bordeaux Doc?
   

Le cattive notizie sembrano non finire per l'industria enologica francese di questi tempi, che è senz'altro quella con i maggiori problemi di sovrapproduzione in Europa, con milioni di ettolitri di vino in giacenza. Il ministro francese dell'agricoltura, Dominique Bussereau, chiederà infatti all'Europa di istituire un centro di crisi per la distillazione a scopo industriale dell'enorme sovrapproduzione del Paese.

Nonostante il problema riguardi un po' tutta l'Europa, il vino francese destinato alla distillazione ammonta ad un quarto del totale, cioè 2,5 milioni di ettolitri, il 20 percento dei quali sono vini AC (ossia Appelation Controlèe, l'equivalente della Doc italiana) e 1,6 milioni di ettolitri provengono dalla sola zona di Bordeaux. Solo un quinto dei vini destinati alla distillazione in  Francia, principalmente per uso carburante e nell'industria farmaceutica, sono di più economici Vin du Pays (equivalente del Vino da Tavola italiano).

Dall'altro lato del globo, il campione fra i Paesi produttori del Nuovo Mondo, ossia l'Australia, sembra andare nella stessa direzione, nonostante il problema nel Paese sub-equatoriale sia di dimensioni decisamente più limitate.

In una recente relazione, resa nota da Citigroup Smith Barney, un'azienda specializzata in analisi di mercato, si legge che in giugno giugno di quest'anno l'Australia si ritroverà con 190.000 litri di vino invenduto. Questo dato potrebbe tradursi in ulteriori cattive notizie per i produttori europei, in quanto i produttori australiani potrebbero decidere di immettere il surplus sul mercato a prezzi fallimentari.

La causa del surplus australiano viene identificata con una serie di eventi concomitanti, dalle abbondanti vendemmie del 2002 e 2004, ai prezzi alti e al rallentamento dell'aumento dell'esportazione, a cui il comparto vinicolo australiano si era abituato negli ultimi anni. L'esportazione di vino australiano è infatti calata dal 21 percento 2003 al 14 percento nel 2004.

In un mondo enologico nel quale la produzione ha adottato filosofie di mercato decisamente industriali, che contano sulla crescita costante del mercato per essere sostenibili, l'attuale aumento dei consumi di vino a livello mondiale, per quanto positivo, non riesce a tenere il passo con l'aumento della produzione globale.

Questa serie di cattive notizie però, a lungo andare potrebbero risultare positive per il com[parto vitivinicolo italiano,il quale si base in gran parte su piccole operazioni commerciali, spesso a conduzione familiare, che coltivano un numero maggiore di vitigni autoctoni rispetto a qualunque altro Paese produttore al mondo. Molti di questi vitigni vengono coltivati solo in Italia e producono la grande varietà di vini di qualità e di spiccata personalità alla quale i consumatori italiani sono abituati, ma che sono introvabili in altre parti del pianeta.


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