La CIA piemontese preoccupata per la crisi dell'esportazione La Redazione - 20 Giugno 2004
Torino, Italia – La sezione subalpina della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ha lanciato l'allarme fra i produttori piemontesi per la crisi attuale dell'esportazione vinicola.
Secondo la Confederazione, nella prima metà dell'anno in corso le esportazioni regionali di vino sono crollate del 6,6% in volume e dell'11,4% in valore. Il rapporto evidenzia il fatto che l'esportazione di vini sfusi è in realtà aumentata, mentre l'esportazione dei vini in bottiglia è diminuita dell'11% in volume.
La Confederazione riporta che negli ultimi sei mesi l'esportazione verso la Germania è aumentata dell'8,2%, mentre è crollata del 30% l'esportazione verso gli Stati Uniti. Questi sono dati in netta contro tendenza con l'andamento dell'esportazione a livello nazionale. Infatti l'esportazione di vino verso gli Stati Uniti è aumentata del 10,2% durante il primo trimestre del 2004.
La crisi investe principalmente i winemaker piemontesi specializzati nella produzione di vini DOC e DOCG di qualità.
"Questo segmento del mercato produttivo sente la crisi molto di più di altri settori del mercato enologico. Questo fatto è dovuto in gran parte alla concorrenza da parte di Paesi produttori emergenti, i quali sono in grado di produrre vini di qualità a prezzi estremamente competitivi," dichiara la Confederazione.
Per la sezione piemontese della CIA è ormai chiaro che il volume delle esportazioni dipende dalla capacità di produrre vini di qualità a prezzi più bassi.
"Sia i mercati stranieri che quello domestico non sono più in grado di assorbire ulteriori aumenti di prezzo," ha dichiarato la Confederazione.
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