Racconti Italo-Californiani (Quarta di 4 Parti)
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| "Il Ponte Fra Due Terre" uno dei vini Cal-Italiani prodotti da "L'Uvaggio di Giacomo" |
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Quando ha lasciato Mondavi nel 1997, Moore ha ricevuto un'allettante offerta da Bonny Doon Vineyard per assumere la responsabilità della produzione di vini Cal-Italiani. Anzichè accettare, ha preferito fondare la propria cantina vinicola chiamandola "l'Uvaggio di Giacomo", un nome definitivamente ostico per il pubblico americano.
Attualmente "l'Uvaggio" produce otto diversi vini Cal-Italiani, includendo uno dei pochissimi Vin Santo da dessert prodotti negli Stati Uniti. Moore usa bottiglie pesanti, molto particolari e contraddistinte da etichette raffinate ed eleganti. Nonostante i suoi vini vadano dal bevibile al decisamente buono, con l'eccezione del Sangiovese che ha preponderanti accenti di rovere, gli risulta quasi impossibile farli arrivare sulle scaffalature dei negozi.
Le regole di fondo
"I distributori stringono la cinghia e dicono, 'Supereremo questa tempesta, ma nel frattempo non abbiamo bisogno dell'ultima novità. Non abbiamo bisogno della novità prossima futura'," dice Moore. "Tutto quello che conta oggi è il prezzo, poi il prezzo e ancora il prezzo. La varietà è meno importante."
Per integrare le sue entrate e per avere assistenza medica, Moore lo scorso anno ha accettato il lavoro offertogli dalla Bonny Doon, dove l'iconoclasta proprietario/winemaker Randall Grahm è deliziato di far parte di una categoria dalla quale tanti sono scappati. L'Italia produce dozzine di varietà d'uva che sono poco note persino in patria e Grahm è da sempre un campione dell'inusuale e del diverso.
Varietà italiane facili da coltivare
"Amo queste varietà d'uva," dice Grahm. "Coltivare vitigni italiani è molto facile, specialmente nel clima della California. Attualmente però lo stiamo facendo in modo sbagliato, coltivando le varietà più note anzichè quelle che sono più adatte al clima e suolo californiano."
Se Grahm trova difficoltà a vendere i vini in purezza, li usa da taglio nel suo popolare Big House Red (Rosso della Grande Casa). In questo modo non incontra le stesse difficoltà dei produttori che cercano di vendere varietà Cal-Italiane a distributori che non le vogliono.
"I distributori sono allergici a nuovi prodotti," continua Grahm. "Sono talmente conservatori di questi tempi che bisogna discutere con loro e convincerli che vale la pena provare nuove varietà."
Jim Clendenen è un altro fedelissimo dei vini Cal-Italiani. Nel 1986 ha fondato Italian Varietal Project (Progetto delle Varietà Italiane) per preservare varietà d'uva che stavano perdendo l'interesse dei produttori italiani.
"Verso la metà degli anni ottanta, mi è venuta a trovare una delegazione di produttori italiani," dice Clenenden. "In quel periodo erano interessati al Cabernet e allo Chardonnay, erano le sole varietà che potevano attrarre la loro attenzione. Personalmente decisi di insistere con alcuni vitigni che venivano abbandonati in massa da altri vitivinicoltori e per un po' ha funzionato."
Clendenen, che possiede Au Bon Climat, una cantina che produce un eccezzionale Pinot Noir in Santa Barbara County, ha fondato "Il Podere dell'Olivos" dove produce esclusivamente varietà Cal-Italiane. È inoltre il proprietario dell'etichetta "Vita Nova", sotto la quale produce esclusivamente Sangiovese.
"A meta' degli anni novanta producevo 13 varietà da vitigni italiani," continua. "È stato divertente. Tuttavia i riconoscimenti e le gratificazioni sono andati di male in peggio anzichè migliorare. Nonostante si faccia un gran parlare di bere vini alternativi allo Chardonnay, la maggior parte dei consumatori sembra fermarsi al Sauvignon Blanc. Nessuno pare essere interessato al Viognier. Vi lascio immaginare il divertimento che ho avuto nel vendere Tocai Friulano durante gli ultimi sette anni."
Ciononostante Clendenen è caratteristicamente ottimista.
"Mi ricordo dei tempi in cui uno avrebbe potuto regalare Zinfandel rosso senza successo," dice. "Nel 1991, cioè non tantissimo tempo fa, lo Zinfandel doveva essere rosato. In questi anni la Barbera sta attraversando un periodo simile qui da noi. Occorre un piccolo sforzo d'immaginazione, ma al momento non so dire in che modo avverrà questo cambiamento."
Un successo di mercato
Esiste almeno una cantina che produce e vende con successo varietà Cal-Italiane, ma non aspettatevi di trovare i suoi vini nei negozi oppure al ristorante.
Viansa Winery, in Sonoma, è ben nota ai turisti che visitano la Wine Country californiana come la cantina dove si possono degustare vari tipi di mostarda. Situata su una collinetta lungo la Highway 121 al confine con Napa Valley, Viansa accoglie un flusso costante di quasi neofiti desiderosi di provare vini dei quale non hanno mai sentito parlare o che non hanno mai degustato.
Attualmente Viansa produce 13 varietà Cal-Italiane, includendo rarità quali Vernaccia, Aleatico e Teroldego. Inoltre produce una gamma di tagli per un totale di 65.000 casse all'anno imbottigliate sotto 30 etichette diverse.
"Educhiamo costantemente i consumatori su questi vini," dice il presidente Jon Sebastiani. "Secondo noi gli americani hanno un desiderio struggente di degustare qualcosa di nuovo."
Il sistema Viansa
Sebastiani dice che il consumatore americano non è portato ad acquistare vini che non ha mai degustato. Fin da quando la cantina ha aperto i battenti nel 1990, Viansa ha venduto esclusivamente i suoi vini direttamente in cantina e tramite il proprio catalogo e wine clubs, e non ci sono piani per cambiare questo sistema.
"Un tipo di vino sconosciuto al pubblico esposto in un negozio, oppure elencato nella carta dei vini di un ristorante, si vende solamente se è il vino favorito del cameriere o dal sommelier," dice Sebastiani.
Anche con la vendita diretta in cantina le varietà più note, come la Barbera e il Sangiovese, sono quelle che si vendono di più.
"Le varietà meno note, come ad esempio il Freisa, non vendono ugualmente bene," continua Sebastiani. Il viticultore Andy Walker dell'UC Davis (Università di California in Davis), dice che la California offre un clima e un territorio dove parecchie varietà italiane, attualmente non coltivate, potrebbero dare ottimi risultati, particolarmente i vitigni nativi delle regioni meridionali italiane.
"Molte viti siciliane che producono vini corposi con buona acidità crescerebbero rigogliosamente qui," dice Walker .
Ogni varietà però, richiederebbe l'opera di uno zelota.
| W. Blake Gray è uno scrittore basato a San Francisco Pubblicato originariamente sul Tradotto dall'inglese da WineCountry.IT |
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