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La legge contro il terrorismo biologico potrebbe far aumentare il costo dei vini d'importazione
Carol Emert - 25 Ottobre 2004

Il 12 Agosto di quest'anno era data ufficiale prevista per l'inizio dell'applicazione dalla legge contro il terrorismo biologico (che prevede la registrazioni presso la FDA statunitense, ossia l'Ufficio Responsabile per Alimentari e Droghe) di tutte le aziende che producono e/o commerciano in prodotti alimentari destinati agli Stati Uniti. Questa legge ha già creato problemi per alcuni dei più quotati vini d'importazione e promette di crearne ulteriormente.

  Merrick Dowson, president of Adventures in Wine in Daly City
  Merrick Dowson, presidente di Adventures in Wine di Daly City, ha importato parallelamente vini per via aerea di vini europei ed australiani prima dell'entrata in vigore della legge lo scorso dicembre.
Foto d'archivio del S.F. Chronicle, 2003, di Chris Stewart
   

L'applicazione pratica del  provvedimento, che ha finora creato ostacoli specialmente all'importazione negli Stati Uniti di Burgundi e Champagne, è stata posticipata al primo di novembre di quest'anno per dar modo alla Food and Drug Administration di considerare come applicare la legge senza in  pratica creare un blocco per il commercio di vino.

"Se non vengono trovati rimedi, sono convinto che i prezzi dei vini stranieri aumenteranno sostanzialmente a causa della futura disponibilità limitata sul mercato," dice Stuart Pape, un consigliere legale di California Fine Wine Alliance (Alleanza Californiana dei Vini di Qualità), un'associazione di importatori.

Lo Champagne non sembra certo rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale statunitense – a prescindere da quello che, di questi tempi, gli americani pensano dei francesi.

Secondo quanto previsto dal provvedimento Public Health Security and Bioterrorism Preparedness and Response Act (Atto per la Salute Pubblica e Prontezza e Risposta al Terrorismo Biologico) of 2002, la FDA e il Servizio di Immigrazione statunitensi sono incaricati di rintracciare i responsabili nel caso di contaminazione biologica nella catena alimentare.

A tutti i produttori stranieri di alimentari destinati al mercato USA viene assegnato un numero di registrazione che deve essere incluso nella "prior notice" (notifica preventiva) e nei documenti che accompagnano ogni singola spedizione. Per importatori e mediatori che lavorano direttamente coi produttori questo non è ovviamente un problema.

Tuttavia il commercio del vino non avviene sempre in forma diretta. Sia per i vini invecchiati da collezione che per i vini di qualità di annate recenti, esiste un mercato di compravendita "parallelo", noto negli Stati Uniti anche col nome di "gray market", ossia "mercato grigio". Questa importazione "parallela" contribuisce a mantiene i prezzi accessibili portando ulteriori quantità di vino d'importazione sul mercato nordamericano. Si calcola che il mercato "parallelo" negli Stati Uniti fatturi annualmente dai $200 ai $300 milioni, ed include annate recenti di vini di qualità quali lo Champagne Billecart-Salmon e il Burgundi di Louis Jadot. Quando negli USA la domanda supera l'offerta degli importatori ufficiali, le forniture richieste arrivano tramite il mercato parallelo. Gli importatori paralleli cioè, acquistano vino originalmente destinato ad altri mercati e lo importano negli Stati Uniti.

Per far fronte alla domanda, un importatore o rivenditore statunitense acquista "vino grigio" da un mediatore europeo, oppure da un collezionista privato ad un'asta e lo importa negli Stati Uniti. Tuttavia, gli importatori cosiddetti "paralleli", spesso incontrano difficoltà nel procurarsi i numeri di registrazione con la FDA dei produttori virtualmente in qualunque Paese operino, incluso Australia e Italia che sono i principali fornitori di vino d'importazione negli USA. Burgundi e Champagne sembrano porre i maggiori problemi in quanto molte cantine e produttori di questi vini hanno rapporti finanziari e personali molto stretti con gli importatori ufficiali e non vogliono "aiutare" la concorrenza rappresentata dal mercato parallelo fornendo il loro numeri di registrazione.

Un effetto paralizzante
K&L Wine Merchants, un distributore con negozi a San Francisco e Redwood City, quest'anno ha rinunciato dalle 15 alle 20 importazioni di Burgundi a causa delle incertezze sulle leggi federali, ha detto Keith Wollenberg, acquirente di Burgundi per K&L.

Per esempio, un mediatore svizzero ha recentemente offerto a Wollenberg 10 cartoni di Burgundi di un produttore richiesto dalla clientela di K&L. Sfortunatamente il mediatore svizzero non è riuscito a procurarsi il numero di registrazione del produttore e Wollenberg ha dovuto cancellare l'ordine.

"Abbiamo clienti che richiedono quel particolare Burgundi e purtroppo non l'abbiamo in catalogo," dice, rifiutandosi di  fare il nome della cantina produttrice. Il pacchetto offerto in questo caso comprendeva vini che si vendono al pubblico dai $25 ai $150 la bottiglia e includeva anche l'apprezzata vendemmia del 2002, aggiunge Wollenberg.

"Il mercato del Burgundi varia molto da una annata all'altra," continua. "Quando un'annata riceve buone valutazioni dalla stampa specializzata la richiesta diventa sostenuta" e il commercio parallelo si riscalda. Ma sta diventando sempre più difficile importare vino.

K&L ha deciso di giocare sul sicuro e ha rifiutato di importare vini sprovvisti di numero di registrazione del produttore nonostante la FDA non abbia tuttora iniziato ad applicare il provvedimento. (Salvo ulteriori rimandi dell'ultima ora però, inizierà a giorni, l'1 Novembre 2004).

Altre aziende invece hanno continuato ad importare cercando di seguire le direttive della FDA ma, a causa dei regolamenti che continuano a venire modificati, hanno dovuto cancellare certi ordinativi mentre in altri casi hanno dovuto anticipare le spedizioni.

Nel suo "interim final rule" ("regola transitoria finale") del dicembre scorso, la FDA ha stabilito un'applicazione del provvedimento in quattro stadi che avrebbe dovuto completarsi il 12 agosto di quest'anno con l'entrata in vigore totale della legge. I requisiti per completare ciascun stadio non sono però stati ben definiti e varie scadenze sono state rimandate, mettendo gli importatori nella posizione di non sapere mai bene cosa potessero o meno importare legalmente.

Mannie Berk, presidente di Rare Wine Co. (Azienda dei Vini Rari) basata in Sonoma e un attivista di Fine Wine Alliance (Alleanza dei Vini Fini), ha anticipato varie spedizioni per via aerea per essere certo di ricevere i prodotti prima dell'entrata in vigore della legge. In alcuni casi ha però dovuto annullato gli ordini. "Per principio voglio fare tutto legalmente, ma essere in regola con la legge è diventato molto complesso negli ultimi 10 - 11 mesi," ha detto.

Il rallentamento delle importazioni ha forzato Merrick Dowson, presidente di Adventures in Wine (Avventure nel Vino), un importatore di Daly City, a licenziare due dipendenti dallo scorso dicembre, riducendo gli impiegati a 10. Dowson dice che il 20% del suo commercio andrà in fumo se la FDA inizierà ad imporre le misure previste dalla legge a partire da novembre di quest'anno.

Gli importatori hanno fatto pressione attivamente sulla FDA per ottenere esenzioni di vario tipo e l'agenzia ha cercato varie vie d'uscita. La Family Winemakers of America (Produttori di Vino di Famiglia Americani), i cui membri sono cantine americane, ha sottoposto alla FDA commentari che supportano gli importatori nelle loro richieste.

Ad un incontro avvenuto nella sede generale della FDA nel giugno scorso, Berk e altri hanno richiesto che gli importatori vengano autorizzati ad indicare nome e indirizzo del produttore, unitamente al numero di registrazione del mediatore straniero, in sostituzione del numero di registrazione del produttore.

Come alternativa hanno anche proposto di dare una comunicazione preventiva di cinque giorni nel caso di vini di qualità, in contrapposizione alle poche ore richieste per altri prodotti. Hanno anche proposto l'applicazione di controlli più stretti alle frontiere.

Etichette già schedate
Gli importatori hanno sostenuto che il vino, contrariamente alla maggioranza di altri alimentari, è già sottoposto a rigorosi controlli governativi. Il U.S. Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB, ossia L'Ufficio delle Tasse e Commercio del Tabacco e Alcool negli Stati Uniti) approva tutte le etichette dei vini venduti negli USA e inoltre archivia le immagini di ciascuna etichetta. Dato che il produttore e l'importatore vengono elencati sull'etichetta, gli importatori sostengono che esiste già una documentazione cartacea adeguata per poter rintracciare carichi sospetti.

Hanno inoltre fatto presente che il richiedere numeri di registrazione che sono a volte impossibili da reperire, finirebbe col dare vita ad un mercato parallelo illegittimo che opererebbe totalmente al di fuori della legge.

"Questo sarebbe un risultato bizzarro per una legge pensata per aumentare la sicurezza della catena alimentare negli Stati Uniti," dice Pape, socio dirigente della ditta Patton Boggs, in Washington, D.C.

I legislatori appaiono simpatetici con gli argomenti presentai dagli importatori, ma non hanno ancora deciso che passi compiere in proposito, o anche se apportare modifiche alla legge.

"Dobbiamo valutare il panorama nel suo complesso ed essere certi che le decisioni prese saranno consistenti e giuste per tutti gli operatori del settore", ha detto Leslye Fraser, direttore aggiunto della FDA presente all'incontro di giugno.

Un problema potenziale è rappresentato dal fatto che tutte le etichette di vino, non solo quelli fini di alta qualità, vengono archiviate da TTB. Quindi, se la FDA permette importazioni di vini di qualità con documentazione incompleta, gli importatori di vini destinati alla vendita nei supermercati potrebbero richiedere lo stesso trattamento.

"Stiamo considerando quali provvedimenti si possono adottare nel caso del vino" ha detto Fraser, "ma non siamo arrivati a nessuna conclusione per ora." Eventuali direttive in proposito verranno rilasciate prima dell'1 di novembre, ha concluso.

(Nessuna informativa è stata tuttora diramata dalla FDA, quindi si prevede l'entrata in funzione del provvedimento senza modifiche e/o emendamenti a partire dal 11/1/2004 – salvo ulteriori  posticipazioni dell'ultimo minuto. N.D.T.)

Pubblicato originalmente su San Francisco Chronicle
©2004 San Francisco Chronicle – Tradotto dall'inglese da WineCountry.IT

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