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I produttori italiani si oppongono i tagli proposti dall'UE
La Redazione - 26 Luglio 2006

Secondo quanto riportato dall'agenzia giornalistica ANSA, nel corso di una riunione tenutasi lo scorso giovedì 20 luglio 2006, i leader del settore enologico ed i produttori italiani di vino hanno espresso la loro strenua opposizione alle riforme del settore vinicolo ed ai tagli proposti in materia dall'Unione Europea.

Wine AgeingLe proposte"sono inaccettabili e possono danneggiare enormemente l'Italia", ha dichiarato la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), facendo eco alle affermazioni di Confcommercio.

"Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per proteggere il nostro vino, difendere gli interessi dei produttori e ridurre la quantità di vitigni proposti per l'estirpazione", ha concluso l'organizzazione.

La Commissione Europea ha proposto di ridurre il lago di vino prodotto in Europa estirpando un sesto dei vitigni dei Paesi membri. La Commissione ha inoltre in programma di ridurre i sussidi ai produttori di vino in favore di altre colture. I negoziati all'interno dell'UE inizieranno immediatamente dopo la fine dell'estate.

La scorsa settimana, in seguito ad un incontro bilaterale con la controparte spagnola, Elena Espinosa, il ministro italiano per le Politiche Agricole, Paolo De Castro, ha dichiarato che i Paesi del bacino mediterraneo devono unire le proprie forze per preservare il patrimonio dei vitigni autoctoni.

Il ministro ha detto che i Paesi interessati devono resistere a future pressioni tese a costringere gli agricoltori a convertire i propri Dall'incontro italo-spagnolo è scaturito un accordo che impegna i due Paesi al miglioramento della qualità e competitività dei vini mediterranei, oltre ad un impegno a mantenere e promuovere i preziosi vitigni autoctoni.

L'Italia ha recentemente istituito un museo dedicato alla salvaguardia dei vitigni autoctoni ed antichi più rari, dando il via a sperimentazioni tese ad espandere ulteriormente il mercato internazionale del vino italiano.

De Castro ed Espinosa hanno anche raggiunto l'accordo per una posizione comune nei confronti delle proposte di modifica del settore enologico avanzate dall'UE.

Gli stessi argomenti sono stati all'ordine del giorno del ministro italiano anche durante l'incontro del mese scorso con la controparte francese, Dominique Bussereau. La Francia è in concorrenza con l'Italia per quanto riguarda la produzione di vino di qualità.

Nel 2005 l'Italia è risultata il maggior esportatore di vino, dopo aver di recente ri-sorpassato l'Australia affermandosi quale leader del mercato Usa per quanto riguarda il vino d'importazione, espandendo al contempo anche la propria presenza sul mercato cinese.

L'associazione italiana dei produttori di vino ha dichiarato che quest'anno la vendemmia sarà più abbondante e di qualità superiore rispetto allo scorso anno, grazie al favorevole clima caldo e secco.

Secondo gli esperti del settore, i vini tradizionali di qualità vanno difesi per proteggere il "retaggio enologico di incalcolabile valore e le tradizioni culturali" italiane, sintetizzate in 300 tipi di vitigni autoctoni e oltre 450 tipologie di vino a denominazione riconosciuti dall'UE, fatto che ne attesta la qualità e le speciali caratteristiche geografiche derivate da situazioni pedoclimatiche uniche.

Fonte: People's Daily Online – English Version
Tradotto da WineCountry.IT


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