Slow Food Italia: difendere l'identità del vino Cirò
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No alle modifiche del disciplinare
per la DOC Cirò
Giovedì 26 agosto 2010 il coordinamento Slow Food Calabria si è riunito a Vibo Marina, alla presenza del presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Piero Sardo, per discutere tra le altre cose della notizia di modifica del disciplinare di produzione del vino Cirò.
La modifica del disciplinare, che consentirebbe l'introduzione di vitigni diversi dal Gaglioppo, il vitigno storico di Cirò, è stato approvato sia dalla maggioranza dei produttori del consorzio che dalle istituzioni. Tuttavia un gruppo di produttori che credono si debba dare priorità ai vitigni autoctoni e tradizionali, ha intenzione di presentare ricorso contro questa modifica.

Gaglioppo
Slow Food approva in toto questo ricorso, in quanto l'organizzazione ritiene che la biodiversità vitivinicola sia un dei grandi valori che contraddistingono il patrimonio vitivinicolo italiano e pensa che affidare le strategie commerciali del settore ad una maggiore omologazione dei vini, nel contesto di una concorrenza globale sempre più agguerrita che, purtroppo, come effetto collaterale tende ad appiattire la varietà produttiva sia profondamente sbagliato.
Secondo i produttori ribelli e Slow Food, fare Cirò in modo tradizionale, rispettando le specificità dell'uva e le sue caratteristiche organolettiche non è solo possibile, ma necessario, convinti come sono che un Cirò DOC che includa i soliti vitigni internazionali quali Cabernet e Merlot non può che portare ad un disastro commerciale.
Col supporto di: Slow Food Calabria, Slow Food Italia, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Vinocalabrese.it
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