Articoli


Quick Links


Prenota il tuo
hotel online

Cerca hotel a
Arrivo
Partenza


Focusonlanguages.com
Business English, l'inglese per il professionista


La e-Letter di
WineCountry.IT

Abbonati alla e-Letter di WineCountry.IT per ricevere mensilmente via e-mail informazioni e notizie aggiornate di enologia e enogastronomia italiana.

'Sideways' all'italiana 2006 – Quindicesimo giorno
Loris Scagliarini - 18 Aprile 2006

Lunedi di Pasquetta, 17 Aprile
Prima di colazione vado a trovare Richard per controllare finalmente la mia e-mail e trovo 4.449 messaggi nella mia mail box principale, fatto che mi impedisce di accedere al sistema via Internet, quindi, dopo aver cercato invano di aggirare l'ostacolo ci rinuncio e mi rassegno a mettermi in pari coi messaggi giacenti una volta tornato in California.

  Sheep
  Church
  Mural
  Horses
  Domus de Janas
  Clicca per vedere tutte le foto
   

Il cielo è grigio e, secondo le previsioni del tempo, oggi sono previste piogge sparse in tutta Italia. Preparato il solito picnic andiamo a fare colazione al bar poi ci dirigiamo a sud, verso Nuoro, per un giro nell'interno dell'isola nella zona del Goceano, definita dalla rivista Bell'Italia come una terra di "terme, cavalli, tappeti e preistoria".

Ancora prima di mezzogiorno inizia a cadere una pioggerella leggera, ma non ci lasciamo scoraggiare e continuiamo a dirigerci a sud sulla superstrada a due corsie lungo la quale non incontriamo quasi traffico, mentre alla radio ascoltiamo le informazioni relative a code che iniziano a formarsi lungo le strade della penisola, con famiglie intere che iniziano a mettersi per strada per il rientro dal lungo weekend pasquale.

Appena passato Nuoro lasciamo la statale per dirigerci lungo una strada secondaria verso il paese di Benetutti, così chiamato secondo la leggenda popolare perchè, grazie alla felice posizione del villaggio, nei tempi antichi gli abitanti godevano tutti di salute migliore rispetto a quelli dei paesi vicini.

Proseguiamo poi per le Terme di San Saturnino, che si trovano proprio di fronte ad una chiesetta campestre romanica nel bel mezzo di un pascolo per pecore recintato, col gregge che allegramente bruca sotto la pioggia. Le terme sono chiuse, ma stimolati dalle pecore decidiamo di fare il nostro picnic in macchina osservando l'antica chiesetta rurale.

Soddisfatti e rifocillati ci rimettiamo per strada alla volta dello storico villaggio montano di Burgos, con le rovine dell'imprendibile fortezza dell'11mo secolo abbarbicata sulla cima di un'irta collina. Fortunatamente ha smesso di piovere per il momento e gli stretti vicoli del villaggio di Burgos offrono una quantità di murali dai soggetti diversi che ci divertiamo a fotografare. Parcheggiamo e seguiamo il sentiero acciottolato recentemente ricostruito che sale verso la fortezza, dalla quale si gode una vista mozzafiato della vallata circostante. Si possono quasi immaginare le armate nemiche che, guardando dal basso la fortezza inespugnabile, che in tempi antichi era ulteriormente protetta da tre alti muri concentrici posti a diverse elevazioni, decidono di tornare sui propri passi andando a cercarsi un altro nemico più facile da espugnare.

Discesi dalla fortezza ci dirigiamo verso al Foresta di Burgos, rinomata per l'allevamento allo stato brado di una razza di cavalli sardo-arabo-inglese, dei quali vediamo alcune femmine con i puledri.

Continuiamo poi verso la necropoli di Sant'Andrea Priu, un sito archeologico noto anche col nome di 'Domus de Janas', ossia 'Casa delle Fate', o 'Casa delle Streghe' in dialetto sardo. Il sito conta in tutto oltre 60 tombe preistoriche che risalgono al 3.700 AC.

La cosiddetta 'Tomba del Capo' consiste di tre stanze con vani per loculi laterali dove venivano sepolti assieme, in posizione fetale, uomini, donne e bambini. Sul pavimento sono incavati fori di diverse dimensioni dove venivano depositate offerte di cibo per i defunti, che si credeva vivessero una vita parallela nell'aldilà.

La 'Tomba del Capo' è particolarmente interessante per il fatto di essere stata riutilizzata in diversi periodi storici.

Durante il dominio romano dell'isola il loculo divenne infatti la tomba di una famiglia patrizia, come attestano i resti di affreschi floreali decorativi ed il dettaglio di una matrona che qui venne sepolta. Più tardi, in epoca bizantina, la grotta venne utilizzata come chiesa, aprendo uno dei loculi laterali per fare spazio ad un altare. Venne inoltre scavata la roccia del soffitto nella camera più interna in modo da permettere alla luce di entrare dall'alto. Di questo periodo restano tracce di dipinti che coprono gli affreschi floreali del periodo romano.

Mentre ci dirigiamo di nuovo verso la statale ci fermiamo nei pressi della paese fantasma di Berchiddu per scattare alcune foto alla chiesetta rurale romanica di San Lorenzo.

Di ritorno a San Teodoro andiamo a cena al Ristorante Lu Impostu, con vista della spiaggia omonima. Festeggiamo con un antipasto di moscardini in salsa, insalata, grigliata mista di pesce e spigola alla Vernaccia. Accompagnamo il tutto con Ruinas, un Vermentino di Gallura DOCG del produttore Depperu, che ha un rispettabile contenuto alcolico del 14.5%. È delizioso, specialmente quando, dopo circa mezzora dall'apertura della bottiglia, si apre liberando una serie complessa di profumi e aromi. Personalmente però preferisco un Vermentino più delicato, con un contenuto alcolico più basso, come ad esempio La Pagliastra della Cantina Vitivinicola Romangia di Sorso e Sennori, Costamolinos di Argiolas e Funtanaliras Vermentino di Gallura DOCG, prodotto dalla Cantina del Vermentino di Monti.

Come dessert Brigit ordina Crema Catalana mentre io mi accontento dell'immancabile liquorino Mirto rosso.

Guidiamo verso casa sotto la pioggia, ora battente, e andiamo a dormire per la nostra ultima notte sull'isola.

1234 & 5 6789101112 • 13 • 141516171819


HomeIndice delle RegioniChi SiamoCercaNewsContattaciSite Map


Idee e/o suggerimenti? Per favore, contatta il web master.

Site Navigation

English version of WineCountry.it


WineCountry.it Gold Medal


WineCountry.it vertical logo