I polifenoli e le qualità farmaceutiche del vino La Redazione - 26 Giugno 2003
Da anni ormai il detto secondo il quale il vino fa bene ha trovato numerose conferme; un fatto talmente conosciuto da apparire quasi un luogo comune, con fondamenti però labili.
Invece non è così, ci sono studi scientifici approfonditi, a parte e successivamente a quello famosissimo che mise in evidenza e spiegò il paradosso francese, che stanno cercando di spiegare le virtù del vino, rosso in particolare, in relazione alle malattie cardiovascolari.
Per spiegare questi risultati, ci siamo serviti di dati desunti da vari interventi comparsi sulla stampa; per i vini bianchi, rimandiamo inoltre all’approfondimento apparso alla pagina sei del n. 20 del nostro giornale, dove si spiegava che anche questi vini esercitano un’azione benefica.
Negli ultimi anni cominciamo ad entrare nel merito sono state identificate due classi di composti che pare siano i responsabili dell’azione benefica del vino su morbilità e mortalità cardiovascolare: gli stilbenoidi, in particolare il resveratrolo, contenuti nella buccia dell’acino; glioligomeri procianidinici, tipici dei semi.
Queste due classi di composti sono dette polifenoli. Secondo recenti pubblicazioni scientifiche, i procianidinici hanno azione d’inibizione sulla produzioned’endotelina-1 nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni. Questa provoca costrizione dei vasi e la sua produzione in eccesso innesca la formazione dei depositi di grasso e il processo di aterosclerosi.
L’azione dei procianidinici è efficace già a concentrazioni piuttosto basse, con le dosi assunte con un bicchiere di vino rosso; nessuno degli altri polifenoli del vino ha dimostrato quest’attività.
Tra i vini sperimentati dai ricercatori (facoltà di medicina di Londra), sono risultati particolarmente efficaci, tra gli altri, il Chianti (uva sangiovese) ed il Valpolicella (uve corvina e molinara); quelli sperimentati sono però solo una piccola parte dei tanti vini rossi esistenti.
Gli stilbeni svolgono un ruolo altrettanto importante per gli effetti salutari del vino rosso; essi si trovano in molte piante, ma l’uva e di conseguenza il vino sono le fonti alimentari maggiori di stilbeni.
Il resveratrolo possiede molteplici azioni biologiche, con effetto benefico sulle malattie cardiovascolari; potrebbe quindi diventare la base per lo sviluppo di farmaci selettivi, capaci di ridurre il rischio di mortalità per la cardiopatia ischemica ed altre patologie.
Risulta chiaro ai ricercatori che l’azione benefica del vino sul sistema cardiovascolare è il risultato di una sinergia di azione che non può essere attribuita ad un composto o un meccanismo singolo, proprio per questo motivo si continua a ricercare, perché non è detto che non ne esistano altri ancora da scoprire.
A fine ottobre, è stata presentata anche una ricerca del Policlinico Umberto I di Roma, secondo la quale due bicchieri di rosso al giorno riducono del 20% il rischio d’infarto. È proprio il caso di alzare un buon bicchiere e dire: salute!
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