MiWine e il mercato (Prima di 4 parti)
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Vino spedito nei Paesi della Eu: |
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Ott. 31, 2003 |
Ott. 31, 2002 |
Quantità (in ettolitri): |
7.056.070 |
8.847.948 |
Quantità (in galloni USA): |
186.401.639 |
233.738.045 |
Quantità (in % della produzione): |
66,5% |
70,4% |
Valore (in Euro): |
1.123.525.000 |
1.163.493.000 |
Costo medio per litro (in Euro): |
1,59 |
1,31 |
Variazione: |
+21,4% |
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I maggiori importatori di vini e spumanti nei Paesi della Ue sono: |
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Ettolitri |
Galloni (USA) |
Variazione |
Euro |
Variazione |
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Germania: |
3.674.511 |
97.070.306 |
-16,5% |
548.560.000 |
-6% |
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Regno Unito: |
1.116.345 |
29.490.713 |
+2,1% |
233.074.000 |
+7% |
|
Francia: |
841.550 |
22.231.398 |
-47,5% |
63.704.000 |
-17% |
|
Svezia: |
243.248 |
6.425.932 |
-10,5% |
52.764.000 |
-2,7% |
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Austria: |
263.617 |
6.964.024 |
-10,7% |
52.061.000 |
-2,1% |
L’andamento delle spedizioni verso i Paesi terzi è stato leggermente migliore, perché se da un lato ha registrato un decremento in volume del 4,2% (da 3.717.422 a 3.561.473 ettolitri), dall’altro ha evidenziato un aumento in valore dello 0,8% (da 1.069.929.000 a 1.079.132.000).
I maggiori importatori di vini e spumanti fra i Paesi extra-Europei sono: |
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Ettolitri |
Galloni |
Variazione |
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Stati Uniti: |
1.763.480 |
46.586.210 |
+5,1% |
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Svizzera: |
435.253 |
11.498.167 |
-11,9% |
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Canada: |
408.090 |
10.780.597 |
+6,7% |
|
Giappone: |
260.423 |
6.879.647 |
-12,4% |
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Repubblica Ceca: |
178.949 |
4.727.332 |
-25,6% |
|
Brasile: |
55.859 |
1.475.638 |
+2,8% |
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Russia: |
46.875 |
1.238.306 |
+117,7% |
Come si può notare, stanno crescendo i consumi di qualità nei Paesi del Nord Europa, in primis in Gran Bretagna e la Svezia, nonostante la flessione registrata, resta il quarto Paese dell’Ue per l’export italiano. Sui mercati terzi l’export ha avuto un forte incremento in Russia, anche se i quantitativi sono ancora contenuti ma in espansione, e negli Stati Uniti che sono il nostro secondo mercato d’esportazione. Qui per la prima volta abbiamo superato la Francia, leader storico, anche in termini di valore: 822 milioni di dollari, che rappresentano il 32% del mercato Usa, contro il 28% detenuto dai cugini d’Oltralpe. Terzo incomodo l’Australia, che con i propri vini si ritaglia un consistente 22%.
La bottiglia vince sullo sfuso
Nel 2001 e 2002 l’export dei vini in bottiglia ha superato per la prima volta quello dei vini sciolti, rispettivamente con 7.028.977 ettolitri (vini sciolti 6.126.415 ettolitri) e 7.216.680 ettolitri (vini sciolti 5.494.089 ettolitri). Tenendo conto della media annua quantitativa e del valore del decennio 1993-2002, l’export dei vini sciolti nel 2002 ha avuto una flessione del 25,4% in quantità e del 22,3% in valore, mentre i vini in bottiglia hanno registrato un incremento del 26,5% in quantità e del 52,9% in valore.
Francia, Germania, Spagna e Portogallo, che erano i principali acquirenti dei nostri vini sciolti, hanno drasticamente ridotto le importazioni, passando dagli 8.567.521 ettolitri del 1999 ai 3.948.241 ettolitri del 2002, mentre i principali acquirenti dei nostri vini in bottiglia sono Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Canada.
Le forniture dei vini in bottiglia verso i Paesi dell’Unione Europea hanno registrato nel 2002 rispetto al 1999 un incremento del 6,3% in volume e del 13,4% in valore e quelle verso i Paesi terzi un incremento ancora maggiore: +32,4% in quantità e + 58,5% in valore. Diminuite invece le forniture di vini sciolti, che sono passate da 1.000.878 a 854.763 ettolitri.
Sono sempre più evidenti, quindi, i segnali di dinamismo di una politica di qualità che, come per tutto il Made in Italy, sembra essere l’unica via praticabile per contrastare l’aggressività dei nuovi mercati con forti concentrazioni di produzione a prezzi competitivi, come gli Stati Uniti, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Cile, l’Argentina e il Sud Africa. In particolare l’Australia continua la propria politica di espansione, con un complessivo +13,6% nell’export 2003, con punte del 40% in Svezia, del 30,6% in Olanda e del 27% negli Stati Uniti. L’incremento nell’Ue è stato del 4,6%. In generale, negli ultimi dieci anni si sono più che triplicate le importazioni in Europa dai Paesi terzi (da 2,7 a 9,1 milioni di ettolitri) mentre l’export si è stabilizzato sui 12 milioni di ettolitri.
Le importazioni
Secondo i dati Istat al 31 ottobre 2003 le forniture estere di vini e spumanti sui nostri mercati hanno raggiunto il livello di 1.148.444 ettolitri, per un esborso valutario di 150.575.000, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2002 del 98,3% in quantità e del 25% in valore. Il prezzo medio del prodotto estero sui mercati italiani è stato di 1,31 al litro (al 31 ottobre 2002 era di 2,08 al litro). L’incremento delle importazioni nella fascia medio-bassa del prodotto è un chiaro riflesso delle scarse vendemmie 2002 e 2003.
I principali fornitori del mercato italiano nello stesso periodo sono sono stati:
- Spagna, con 671.068 ettolitri (+281,8%), a un prezzo medio di 0,41 al litro (-12,8%) e
- Francia, con 310.858 ettolitri (+23,7%), a un prezzo medio di 3,22 al litro.
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I dati più recenti sulle nostre esportazioni vinicole confermano il trend degli ultimi dieci anni in direzione di una scelta di qualità nella produzione italiana, che è passata da una media di 72 milioni di ettolitri negli anni ’80 ai 59 milioni degli anni ’90. Le produzioni in forte calo del 2002 e 2003 (rispettivamente 44,6 milioni e 40 milioni) sono invece da attribuire alle sfavorevoli condizioni atmosferiche che hanno influito sul ciclo vegetativo delle vite.




