World Wide Tourism – 3
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Vincenzo Cusumano, presidente strada del vino Alcamo DOC, Salvatore D'Agostino, direttore dell'Istituto regionale di Vite e Vino |
Di qui la necessità di considerare non solo altre varietà autoctone ma anche internazionali. Il direttore dell'IRVV pone l'accento anche sulla questione dell'imbottigliamento fuori dalla regione. Secondo dati forniti alla platea dal professore Sebastiano Torcivia, della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Palermo, il 6,5% del prodotto regionale viene imbottigliato al di fuori della Sicilia e con un prezzo che spesso si attesta al di sotto dei due euro.
Nell'ottica di realizzare sinergie tra pubblico e privato per far decollare il sistema delle Strade, l'IRVV ha dato vita ad un database interattivo delle aziende vitivinicole e agrituristiche siciliane.
"Stiamo realizzando un progetto di comunicazione telematica – dice Dario Di Bernardi, dirigente dell'IRVV – che permetterà alle aziende che si occupano di vino e di turismo enogastronomico di essere presenti su Google, il motore di ricerca più conosciuto al mondo, con la loro pagina di registrazione sul nostgro sito".
Rendere operative le Strade significa non solo riuscire ad attrarre il turista, ma avvicinare il consumatore al mondo del vino. Tanto Fabio Piccoli quanto Andrea Zanfi concordano sul fatto che il materiale informativo sul vino che viene oggi prodotto è ricco di stereotipi e, in molti casi, di difficile comprensione. Il 90% della popolazione italiana beve vino, ma in definitiva non lo conosce. Che fare allora per evitare che questo meccanismo rischi di implodere, allontanando la persona comune dal consumo di questo prodotto?
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Su come semplificare il linguaggio del vino per renderlo più comprensibile a tutti si è soffermata Manuela Violoni, Responsabile Ricerca e sviluppo del Centro Studi Assaggiatori di Brescia .
"Da 15 anni – spiega la responsabile – ci occupiamo di nuovi metodi per descrivere il vino. Le nostre indagini basate sulle analisi sensoriali hanno mostrato che se il consumatore non esperto oggi si sente escluso, è proprio per via del linguaggio complesso che attualmente viene utilizzato nelle descrizioni delle caratteristiche dei vini. Con la messa a punto del Big Sensory Test, abbiamo capovolto la prospettiva della degustazione. Non si ha più un esperto che impone la propria descrizione al pubblico, ma un gruppo, rappresentativo della popolazione di riferimento, che fornisce la propria percezione di quel vino assaggiandolo alla cieca. I dati raccolti sono poi elaborati statisticamente per giungere al risultato. Questo garantisce che la descrizione, e la valutazione risultante, è data con buon accordo di tutto il gruppo, quindi rispecchia la percezione della popolazione di riferimento ed assicura inoltre che il risultato sarà ripetibile, anche se si esegue il test una seconda volta".
| Fotografie: Fornite da Tamaco, Palermo |
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