Articoli
Fiere ed Eventi


Quick Links



Focusonlanguages.com
Business English, l'inglese per il professionista



La e-Letter di
WineCountry.IT

Abbonati alla e-Letter di WineCountry.IT per ricevere mensilmente via e-mail informazioni e notizie aggiornate di enologia e enogastronomia italiana.

L'importanza delle fiere internazionali
Loris Scagliarini - 31 Gennaio 2005


  Cliccare sulle immagini per vedere le foto ingrandite.
  Italian Section
  Padiglione Italiano
Winter Fancy Food Show 2005
  Italian Chef
  Padiglione Italiano
Winter Fancy Food Show 2005
  Dott. Giovanni Mafodda (sinistra), responsabile Ice per alimentari e vino negli Stati Uniti con John Dawdy, vice presidente di WineCountry.IT
  Dott. Giovanni Mafodda (sinistra), responsabile Ice per alimentari e vino negli Stati Uniti con John Dawdy, vice presidente di WineCountry.IT
Winter Fancy Food Show 2005
  Steve Samson, Loris Scagliarini, Francesco Lupo
  Da sinistra: Steve Samson, Loris Scagliarini e Francesco Lupo
Winter Fancy Food Show 2005
  Wine Pavilion
  Padiglione Vino & Alcolici
Winter Fancy Food Show 2005
  Belgioioso Cheese
  Belgioioso
Winter Fancy Food Show
  Lo Monte
  Workshop 2005, Cena di Gala
  Gala Dinner
  Workshop 2005, Cena di Gala
  gala dinner
  Workshop 2005, Cena di Gala
  gala dinner
  Workshop 2005, Cena di Gala
  Foto: Loris Scagliarini

In contemporanea con il tradizionale "Winter Fancy Food Show 2005", di scena al Moscone Center di San Francisco dal 23 al 25 gennaio 2005, a pochi isolati di distanza, in una suite dell'hotel Hilton in O'Farrel street, si è svolto il "Workshop 2005 – Progetto Missione di Internazionalizzazione in U.S.A.", dove la Regione Sicilia ha presentato 15 aziende locali che includevano tra l'altro, produttori di vino, olio d'oliva, pasticceria ed altri prodotti alimentari.

International Winter Fancy Food & Confection Show 2005
Come ogni anno l'edizione invernale del "International Winter Fancy Food & Confection Show" ("Mostra Internazionale d'Inverno degli Alimentari d'Avanguardia e del Confezionamento"), che e' giunta quest'anno alla trentesima edizione, ha chiamato a raccolta al Moscone Center di San Francisco, operatori e professionisti del settore, sia dalla costa ovest che da tutti gli Stati Uniti.

Il 23, 24 e 25 Gennaio, cibi e bevande provenienti da tutte le parti del mondo sono stati messi in esposizione, e a disposizione dalle aziende partecipanti, per titillanti assaggi educativi da parte del pubblico che, oltre ai professionisti, conta sulla numerosa partecipazione di estimatori e appassionati della tavola buona e sana. Infatti, nonostante il successo storico del fast food negli Stati Uniti, particolarmente in anni recenti i consumatori americani hanno preso sempre più coscienza delle proprie abitudini alimentari, che spesso sono sbilanciate e tendono a produrre obesità. L'interesse nei confronti di un'alimentazione che sia al contempo gustosa e sana, indubbiamente favorisce la dieta mediterranea in genere e la cucina italiana in particolare.

A questo importante evento l'Italia è stata ben rappresentata da circa un'ottantina di partecipanti, fra regioni e consorzi, presenti sotto l'egida dell'ufficio ICE di New York, responsabile per vini e alimentari in tutti gli Stati Uniti. I prodotti italiani hanno fatto bella mostra di se occupando uno spazio di circa 725 metri quadrati (7.800 piedi quadrati). Quella italiana è risultata la delegazione straniera con la maggior presenza.

Sia il pubblico che i professionisti hanno apprezzato i vari prodotti visitando numerosi tutti gli stands, in particolare quelli di enologia nell'International Wine & Spirit Pavilion (Padiglione internazionale dei vini & Liquori).

Regione Sicilia – Workshop 2005: Progetto missione internazionale in USA
Il 24 e 25 Gennaio, a pochi isolati di distanza, all'hotel Hilton in centro a San Francisco, si è tenuto il "Workshop 2005 – Progetto Missione di Internazionalizzazione in USA", organizzato dalla regione Sicilia per promuovere i prodotti ed imprenditori locali con l'assistenza dell'agenzia Project4U. Fra gli altri prodotti le aziende dell'isola hanno presentato vino, olio d'oliva, conserve vegetali ed ittiche, paté, salse, marmellate, miele, dolci, succhi di frutta, semilavorati per gelateria e pasticceria e caffè.

Lunedì 24 si è poi tenuta una cena di gala nel ristorante City Scape, sul tetto dell'hotel Hilton, dal quale si gode una favolosa vista aerea della città (quando questa non è avvolta nella nebbia, cosa che accade molto più di frequente di quanto pensi chi non ha mai vissuto in Città, o "The City", La Città, come la chiamano con affetto i residenti della Bay Area).

Alla serata ha partecipato il Console Generale Italiano, Francesco Sciortino, con la moglie,  signora Paola; l'On. Avv. Carmelo Lo Monte, Assessore Regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesce; il Dott. Enzo Torresi, il quale è stato onorato nel corso della serata dalla Regione Sicilia col premio alla "Eccellenza Siciliana in Silicon Valley", per i risultati professionali qui ottenuti; il Dott. Giovanni Mafodda, responsabile ICE (negli Stati Uniti noto come Italian Trade Comission, o ITC) negli Stati Uniti per vino e alimentari. Oltre ai produttori siciliani erano inoltre presenti vari acquirenti e giornalisti statunitensi di enogastronomia.

I vini serviti durante la cena di gala erano ovviamente tutti siciliani. Al nostro tavolo abbiamo degustato un delizioso vino dell'azienda Fazio Wines S.r.l. di Erice, in provincia di Trapani: un taglio di Nero d'Avola (60%) e Merlot (40%).

L'importanza di partecipare alle fiere, celebrazioni, feste ed altri eventi  internazionali di enogastronomia
Se a tutta prima può sembrare strano che la Regione Sicilia abbia deciso di tenere il proprio workshop in contemporanea al Winter Fancy Food Show 2005, in realtà questa concomitanza ha, in certo qual modo, giocato a vantaggio degli organizzatori. Infatti, nei due giorni durante i quali si è tenuto l'evento, c'erano in città operatori del settore in gran numero e, alcuni di loro, hanno saputo del Workshop 2005 della Regione Sicilia, che poi hanno visitato, proprio al Fancy Food Show.

La promozione e partecipazione a questo tipo di eventi in vari mercati importanti nel mondo, unita alla costituzione di consorzi sia virtuali che reali fra piccoli e medi produttori italiani, sono le armi a disposizione del Made in Italy agro-alimentare per invertire la tendenza attuale sul mercato americano, dove lo scorso luglio l'Australia ha superato l'Italia per la prima volta quale maggior importatore di vino, per volume, negli Stati Uniti.

Il Dott. Giovanni Mafodda dell'ITC di New York, col quale abbiamo scambiato opinioni e punti di vista riguardo lo stato a la promozione dell'importazione di prodotti alimentari tipici e vino italiano negli Stati Uniti, si è trovato d'accordo con noi nell'attribuire la strarompente crescita dell'esportazione australiana a fattori qual:

  • Produzioni enormi concentrate in poche mani, laddove la produzione italiana è frammentata in oltre 45.000 aziende (dati Federvini), molte delle quali piccole operazioni a livello familiare.
  • Regolamentazione scarsa e sommaria, mentre in Europa e Italia i regolamenti nella protezione di prodotti storici di qualità sono stretti e tassativi.
  • Adattamento del prodotto ai gusti attuali del consumatore americano, scelta in netta contrapposizione con le politiche produttive italiane ed europee, le quali tendono a riscoprire e valorizzare vitigni autoctoni dai quali produrre vini di qualità con spiccata personalità.
  • Infine, marketing diffuso ed aggressivo, laddove purtroppo, spesso la produzione italiana adotta politiche di marketing, pubblicità e distribuzione frammentarie e connotate da concorrenza intestina.

In Sintesi
Dall'analisi precedente risulta evidente la necessità per i produttori italiani, specialmente i piccoli e medi, di riunirsi in consorzi o gruppi di mercato, come ha evidenziato di recente anche Vittorio Frescobaldi, presidente di Marchesi de' Frescobaldi SPA, per fronteggiare l'aggressivo assalto al mercato non solo statunitense, ma anche britannico da parte dei produttori del cosiddetto Nuovo Mondo. Per restare competitivi a livello internazionale questa è una necessità più impellente di quanto molti vitivinicoltori ed enologi italiani pensino. Basti pensare che oltre agli australiani anche i produttori statunitensi stanno puntando aggressivamente al mercato anglosassone con l'intenzione di superare la Francia per volume entro il 2007.

Com'è risultato sia da una ricerca condotta durante lo scorso Vinitaly U S Tour, tenutosi a Miami e San Francisco il 26 e 28 Ottobre 2004, che da una inchiesta condotta dalla Harris International lo scorso dicembre, i gusti del consumatore medio americano sono cambiati notevolmente in anni recenti e, il bevitore di vino americano è oggi più propenso ad acquistare e bere vini stranieri ed a provare vini fatti con uve delle quali non hanno mai sentito il nome e, a volte, hanno difficoltà a pronunciarne il nome.

È quindi importante che il mercato enogastronomico del Made in Italy promuova il più unitariamente possibile la propria immagine globale sui mercati mondiali, ponendo l'accento sulla verietà della produzione di qualità. Questo risultato è raggiungibile tramite:

  • la creazione di un'immagine pubblicitaria solida e consistente,
  • la costituzione di consorzi e/o gruppi di produttori che promuovano una politica di marketing unitaria, e
  • la partecipazione, sia a livello di gruppi, che regionale e nazionale, a quanti più eventi internazionali possibile.


HomeIndice delle RegioniChi SiamoCercaNewsContattaciSite Map


Idee e/o suggerimenti? Per favore, contatta il web master.

Site Navigation

English version of WineCountry.it


WineCountry.it Gold Medal


WineCountry.it vertical logo