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Vinitaly Moscow: Il vino italiano guadagna nuovi spazi di mercato
La Redazione - 28 Giugno 2004

Interesse crescente anche da parte dei ristoratori francesi. Questa è una delle eccitanti novità che emergono della prima edizione di Vinitaly Moscow, che si è svolta il 24 giugno scorso nella capitale russa alla presenza di buyers, importatori e giornalisti specializzati. All'iniziativa, organizzata da Veronafiere, in collaborazione con Ice ed Enoteca d'Italia, nell'ambito del Progetto Origine, hanno partecipato una trentina delle migliori aziende vinicole italiane. L'evento ha segnato anche la prima uscita ufficiale all'estero dell'Istituto del Vino Italiano di Qualità – Grandi Marchi.

Mario Fregoni
  Mario Fregoni,presidente onorario dell'OIV (Organisation International de la Vigne e du Vin, ossia Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino)
Piero Mastrobernardino
  Piero Mastroberardino, presidente della Federvini
Michele Chiarlo
  Michele Chiarlo (a destra), vicepresidente dell'Istituto del Vino Italiano di Qualità
Jacopo Biondi Santi
 Jacopo Biondi Santi
Sandro Boscaini
  Dott. Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola
Pio Boffa
 Pio Boffa, proprietario dell'azienda Pio Cesare

Il successo del vino italiano in Russia viene decretato anche dai ristoratori francesi, che stanno aggiungendo bottiglie di vino Made in Italy, sempre più richieste dai clienti russi, alla loro lista dei vini. É una delle eccitanti novità emerse nel corso della prima edizione di Vinitaly Moscow. In un qualificato wine tasting e un seminario dedicati a buyers, ristoratori e giornalisti specializzati, la manifestazione moscovita ha presentato una trentina di aziende nazionali di eccellenza. Tra esse figuravano le 17 aziende che hanno aderito all'Istituto del Vino Italiano di Qualità – Grandi Marchi, una società consortile che raggruppa importanti realtà del panorama vitivinicolo italiano, caratterizzate da un'elevata immagine di prodotto e di marchio e da una spiccata propensione all'export. Vinitaly Moscow ha peraltro segnato la prima uscita ufficiale all'estero dell'organizzazione.

L'iniziativa si è svolta nell'ambito di 'Progetto Origine', al quale partecipano anche Ice ed Enoteca d'Italia, con lo scopo di promuovere il vino italiano nel mondo. Il progetto è stato presentato da Mario Fregoni, presidente onorario dell'OIV (Organisation International de la Vigne e du Vin, ossia Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino), il quale è stato recentemente nominato membro dell'Accademia Internazionale della Vite e del Vino di Mosca.

Facendo leva sul marchio "Vinitaly", leader riconosciuto a livello internazionale, il Vinitaly Moscow ha come scopo principale la facilitazione dell'allacciamento di rapporti economici duraturi, agevolando le opportunità commerciali delle imprese italiane e favorendo al contempo la penetrazione di vini di qualità in un mercato considerato di elevato interesse strategico nei prossimi anni.

L'Italia, che occupa il quarto posto tra gli importatori di vino in Russia, dietro Moldavia, Francia e Georgia, nel 2003 ha esportato vini e spumanti per 280 milioni di euro, segnando un incremento di circa il 25% sul 2002 (dati forniti dalla Federazione Russa). Le previsioni indicano che esistono forti margini di aumento per l'attuale quota di mercato, visto che i russi apprezzano il prodotto italiano in generale, nonostante la diffusione sia tuttora abbastanza sporadica. In particolare i giovani e le classi medie delle principali città come Mosca e San Pietroburgo, sembrano avvicinarsi con nuova attenzione al mondo e alla cultura del vino.

"Questa iniziativa", commenta Piero Mastroberardino, presidente di Federvini, "si colloca quale momento di sintesi qualificata e coerente per rappresentare il vino italiano di qualità, la sua originalità ed il suo territorio. É altresì un momento di verifica per valutare i risultati dei primi anni di lavoro su questo nuovo mercato".

"La scelta di Vinitaly Moscow", sottolinea Michele Chiarlo, vicepresidente dell'Istituto del Vino Italiano di Qualità, "rappresenta la prima uscita ufficiale all'estero di un consorzio che vuole promuovere in modo sinergico ed omogeneo il vino italiano di qualità nel mondo. Una politica che premia non solo le aziende del consorzio ma anche tutto il sistema vitivinicolo del Paese".

"Il mercato russo stia diventando sempre più importante", evidenzia Jacopo Biondi Santi dell'omonima azienda di Montalcino. "Da tempo il Brunello è presente in Russia. Dapprima solo per una nicchia di consumatori, ma ora viene sempre più richiesto ed è un protagonista sia nei ristoranti che nelle enoteche. Unico mercato al mondo, la Russia sceglie i vini italiani anche attraverso il canale della ristorazione francese, la quale conosce, apprezza e distribuisce i nostri vini".

Questa considerazione è condivisa da Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola, il quale conferma come attualmente la Russia sia "attratta da tutto ciò che viene dall'Occidente e, nello specifico, dal vino, un prodotto che esprime la bellezza e la qualità di un territorio. L'Amarone infatti, è conosciuto ed apprezzato anche perché è un vino del Veneto, una regione che ricorda Venezia e Verona, la città di Giulietta e Romeo. Il vino italiano, inoltre, sta cominciando a conquistare anche la grande distribuzione".

"Il vino italiano oggi è in grado di competere nel canale del lusso con concorrenti storici, e credo che la Russia, ovvero Mosca, San Pietroburgo, la Siberia, ecc. daranno grandi soddisfazioni alle produzioni nazionali", osserva Pio Boffa, titolare dell'azienda Pio Cesare.

Lucio Tasca d'Almerita, proprietario dell'omonima azienda, concorda con questa analisi. "Siamo presenti in Russia solo da un paio d'anni, ma stiamo avendo una crescita molto positiva nel canale Horeca. I consumatori apprezzano i vini rossi e, per quanto concerne i vini siciliani, amano particolarmente il Nero d'Avola, sia in purezza che in blend".

"Questa prima edizione di Vinitaly Moscow è una tappa strategica importante nell'internazionalizzazione di Vinitaly e di VeronaFiere, che saranno presenti nei prossimi mesi del 2004 in altri importanti mercati del vino, sia consolidati che emergenti, quali gli Stati Uniti, la Cina e l'India", conclude Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere.


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