Buone notizie per gli amanti statunitensi del vino all'estero La Redazione - 25 Ottobre 2004
Buone notizie per cittadini statunitensi amanti del vino che viaggiano all'estero.
Come parte della legge contro il terrorismo biologico dello scorso Dicembre 2003, la FDA (Food and Drug Administration, ossia l'Ufficio Responsabile per Alimentari e Droghe degli Stati Uniti) richiedeva che i consumatori compilassero in rete complicati formulari, se volevano spedire a se stessi vino acquistato all'estero. Secondo il provvedimento, un cittadino statunitense in vacanza in Italia, Australia, o in qualunque altra parte del mondo che volesse spedirsi vino a casa doveva prima trovare un computer, poi compilare astrusi formulari nei quali doveva includere anche il numero di registrazione rilasciato dalla FDA al produttore.
Dopo aver ricevuto varie proteste e commenti, la FDA ha fatto marcia indietro e ora permette ai consumatori di spedire a se stessi vino acquistato all'estero. Amici e parenti possono ugualmente spedire vino a chi rimane a casa negli Stati Uniti senza speciale documentazione, sempre ammesso che il vino non venga poi rivenduto una volta giunto a destinazione.
Secondo il direttore aggiunto della FDA, signora Fraser. non sono previste quantità massime. "Generalmente parlando, se uno fa qualcosa che sembra ragionevole, incluso per esempio un party con parecchi invitati tipo un matrimonio, non è necessaria nessuna documentazione particolare," ha detto.
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