Aperte le iscrizioni al Premio Marietta 2011 La Redazione -- Pubblicato - 23 Marzo 2011
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Il Comune di Forlimpopoli nell'ambito della 15ª edizione della Festa Artusiana (18-26 giugno 2011) promuove il concorso nazionale per cuochi dilettanti dedicato alla fedele governante di Pellegrino Artusi.
In occasione del centenario della morte di Pellegrino Artusi, il celebre gastronomo che unificò l'Italia a tavola, il Comune di Forlimpopoli, patria dell'Artusi, promuove una nuova edizione del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti dedicato alla fedele governante dell'Artusi, la signora Marietta Sabatini.
Il concorso è rivolto a donne e uomini che per passione esercitano con amore e abilità "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", come raccomandato nel celebre manuale di cucina artusiano.
Per partecipare occorre inviare una o due ricette originali entro lunedì 6 giugno 2011, che contengano riferimenti nella preparazione o nella presentazione all'opera dell'Artusi. Una giuria di esperti selezionerà i finalisti che saranno invitati a cucinare i loro piatti durante la 15ª edizione della Festa Artusiana, la kermesse gastronomica in calendario dal 18 giugno al 26 giugno 2011 a Forlimpopoli. Il vincitore riceverà un premio di 1.000 euro.
Marietta Sabatini: una vita alla corte di 're' Artusi
Cameriera e cuoca (è lei la titolare della ricetta del Panettone Marietta 604, alla quale Artusi non volle mai sostituire la ricetta del dolce milanese), Marietta Sabatini nacque nel 1860 a Massa e Cozzile, un piccolo paese collinare in provincia di Pistoia. Fu presa a servizio da Artusi intorno al 1887-1888, e gli rimase vicino, discreta, efficiente e fedele, fino alla fine.

Foto di un'edizione precedente
Governante, ma anche accompagnatrice dei soggiorni estivi sulla montagna pistoiese, ai Bagni di Montecatini o a Viareggio, è lei a rivelarci le abitudini quotidiane del riverito padrone, le sue frequentazioni, le sue passioni e, in particolare, l'amore per i libri.

Foto di un'edizione precedente
"L'unico suo divertimento era lo scrivere. Il libro lo cominciò quasi per ischerzo. Poi vide che gli veniva bene e vi si appassionò", dice Marietta di Artusi in una intervista del 1932 pubblicata sulla Cucina Italiana. "A poco a poco venne ad avere una corrispondenza con persone d'ogni ceto e d'ogni parte d'Italia. Scriveva sempre. Si alzava la mattina alle otto e si metteva a tavolino fino all'ora del pranzo. Poi riprendeva a scrivere per qualche ora. Ed era un continuo alternarsi fra lo studio e la cucina, la penna e le pentole. Si provavano le ricette, tutte, una ad una.
 Busto di Pellegrino Artusi
"Accanto a lui instancabile era sempre il suo cuoco che gli voleva tanto bene. Io pure non lo lasciavo mai. Altri compagni fedeli gli erano i due gatti ai quali dedicò la prima edizione del suo libro. […] La cucina era per lui un campo d'azione. Un luogo di studio. Io ho ancora e tengo come fossero gioielli le sue bilance, i suoi arnesi, tutto quanto gli era necessario ed egli adoperava sempre".
Aggiunge inoltre: "Era un terribile giudice delle pietanze, sapeva al solo assaggio riconoscere gli ingredienti e trovare qualsiasi difetto, immediatamente. A parte la cucina gli piaceva leggere […]. Era un uomo coltissimo, ed amava istruire anche me. Ed io gli ero tanto riconoscente per questo".
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