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Cantina di Bazzano: Locus Vino Optimus
La Redazione - 1 Gennaio 2006

Apriamo il 2006 presentando una cantina del comprensorio bolognese che produce Pignoletto, ottenuto dal vitigno autoctono omonimo, da quasi tre quarti di secolo: la Cantina di Bazzano.

  Cantina di Bazzano
  La Cantina di Bazzano, in provincia di Bologna
  Cantina di Bazzano: catena d'imbottigliamento
  La catena d'imbottigliamento a ciclo completo.
Il vino in imbottigliamento è, ovviamente,
Pignoletto dei Colli Bolognesi DOC
  Cantina di Bazzano: autoclavi
  Camminamento sopra le autoclavi per la rifermentazione del vino destinato all'imbottigliamento.
  Foto: Loris Scagliarini
 
 

Pignoletto

Il Pignoletto è il nome del vitigno autoctono da cui si ottiene questo vino unico, delizioso ed esclusivo: è giustamente considerato il "Ré dei Colli Bolognesi". Le normative del Ministero dell'Agricoltura e Foreste, di cui il Consorzio Vini Colli Bolognesi è il responsabile legiferante che ne tutela la qualità e la sincerità, consentono per almeno l'85% le uve dell'omonimo vitigno, mentre le restanti uve devono provenire da vitigni a "bacca bianca non aromatici" autorizzate e prodotte solo nel comprensorio Colli Bolognesi.

Vigneti di PignolettoVigneti di Pignoletto sui colli bolognesi

Di questo vitigno particolarissimo non esistono precise e certe documentazioni scritte, ma riferimenti sapienti e fondati, tantissimi!! Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia", scritta nel I secolo d.C., afferma di un vino chiamato "Pino Lieto" che "non è abbastanza dolce per essere buono", e quindi non apprezzato, poiché è noto che gli antichi romani amavano il vino dolcissimo: da tali affermazioni si può dedurre che nell'antichità il Pignoletto era già conosciuto. Il Tanara, nel 1654, col suo trattato "Economia del Cittadino in Villa", fa precisi riferimenti ad "Uve Pignole" che sono coltivate nelle colline della provincia bolognese, anche se è sempre stato caratterizzato come altro vitigno con ampelografia similare.

Pignoletto
Grappoli di Pignoletto

La foglia è pentagonale e trilobata, seno peziolare a V ampio, di colore verde cupo, lucida e liscia superiormente, mentre la pagina inferiore è più chiara. Il Grappolo è medio, ma compatto o mediamente spargolo, allungato e quasi cilindrico con alatura; mentre l'acino è medio, di forma allungata e di colore verde ambrato. Il tralcio legnoso è lungo, robusto ed elastico, ma poco ramificato e di sezione ellittica; il fusto è di buona vigoria su terreno collinare calcareo, argilloso, molto drenato e ricco di micro e macro elementi che danno al Pignoletto quelle caratteristiche e particolarità tanto apprezzate e piacevoli. Con germogliamento abbastanza precoce, verso la seconda decade di aprile, e maturazione delle uve ai primi di ottobre. L'utilizzazione di queste splendide e particolari uve è solo per la vinificazione, ottenendo così un prodotto decisamente unico. Ha ottenuto la DOC nel 1985. La coltivazione del vitigno è a cordone speronato ed a Guyot. 

Il vino, ha un bel colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini e profumo delicato, fruttato, intenso dei fiori di biancospino, dal sapore secco, armonico, asciutto ed abbastanza persistente; inoltre è fresco di acidità. Viene prodotto in varie "vesti": fermo, con caratteristiche e tipicità inalterate; frizzante a fermentazione naturale; superiore con gradazione alcolica naturale delle uve del 12% vol. produzione delle medesime, vinificazione ed imbottigliamento nella zona tipica del comprensorio: la bottiglia è del tipo "bordolese a spalla alta" e tappo raso di sughero, con l'indicazione in etichetta dell'annata di produzione delle uve. Inoltre anche nei tipi spumante metodo Charmat, a rifermentazione termo-regolata in autoclave, e metodo classico con minimo 9 mesi di rifermentazione in bottiglia champagnotta con tappo a fungo di sughero. 

Ottimo aperitivo in quanto fruttato, delicato e leggero, è perfetto con antipasti all'italiana, di pesce e tigelle, verdure e uova. È da tutto pasto, ma soprattutto con carni bianche e formaggi freschi che ne valorizzano le caratteristiche; coi tortellini in brodo è un classico! Lo si apprezza in ogni occasione poiché allieta qualsivoglia incontro, e, per coglierne appieno la tipicità si consiglia di degustarlo giovane, stappando al momento a 8°-10°C. 

  Fonte: Colli Bolognesi Wine Consortium

Cantina di Bazzano
La Cantina di Bazzano, in provincia di Bologna, venne fondata nel 1928 da un piccolo gruppo di viticoltori lungimiranti. Dopo un inizio coronato dal successo ed una crescita costante dei volumi di vino prodotti, negli anni 1930 i vigneti di questa zona vennero in gran parte distrutti dalla filossera, condividendo la sarte di gran parte del patrimonio viticolo italiano del tempo.

Nel 1941, con la produzione ridotta ad una frazione degli anni pre-filossera e con la seconda guerra mondiale alle porte, i soci decisero di sospendere la produzione e vendita di vino in attesa di tempi migliori. Dieci anni dopo, grazie in particolare all'intraprendenza dell'ingegner Pietro Bracchi, al quale e stato dedicato l'attuale stabilimento, la cantina riprende la produzione, sperimentando una crescita continua dei volumi di produzione, tanto che nel 1960 vengono raddoppiati gli edifici della struttura e, nel 1972, si raggiunge una capacità lavorative di 85.00 ettolitri.

Negli anni '80 inizia una nuova svolta che pone l'accento più sulla qualità dei vini prodotti, piuttosto che sulla quantità. Nascono così nuovi impianti che includono una moderna catena d'imbottigliamento a ciclo completo della capacità di 5.000 bottiglie/ora, un centro per la vendita diretta al pubblico di vino sia sfuso che in bottiglia, una serie di autoclavi per la rifermentazione dei vini destinati all'imbottigliamento ed un'area di stoccaggio a temperatura controllata.

Verso la fine degli anni '80 avviene la fusione con la Cantina di Castelfranco (Emilia), un moderno impianto per la lavorazione a ciclo completo, destinato specialmente alla produzione di Lambrusco, inclusa la rinomata varietà Grasparossa di Castelvetro. In seguito a questa fusione l'area di conferimento include le province di Modena e Bologna, estendendosi dai confini con la Toscana ai limiti della provincia di Ferrara e nascono varie linee di produzione di vini DOC e IGT.

Oggi la cantina conta circa 5.000 soci conferenti, ha una capacità di stoccaggio di 145.000 ettolitri e trasforma circa 90.000 quintali di uva l'anno e produce quattro disciplinari DOC: Colli Bolognesi, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Reno e Sangiovese di Romagna.

Prodotti
La produzione dei vini è separata in tre linee principali: Selezione, Tradizionale e Giuditta.

La linea Selezione include:
  • Pignoletto Fermo Colli Bolognesi DOC
  • Pignoletto Frizzante Colli Bolognesi DOC
  • Pinot Bianco Colli Bolognesi DOC
  • Cabernet Sauvignon Colli Bolognesi DOC
  • Barbera Frizzante Colli Bolognesi DOC
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Secco DOC
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Amabile DOC
  • Sangiovese di Romagna DOC
La linea Tradizionale include:
  • Pignoletto Fermo Colli Bolognesi DOC
  • Pignoletto Frizzante Colli Bolognesi DOC
  • Pinot Bianco Colli Bolognesi DOC
  • Cabernet Sauvignon Colli Bolognesi DOC
  • Barbera Frizzante Colli Bolognesi DOC
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Secco DOC
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Amabile DOC
  • Sangiovese di Romagna DOC
La linea Giuditta, introdotta lo scorso Settembre 2005 in occasione della celebrazione annuale dell'Autunno Bazzanese, include:
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Secco DOC
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Amabile DOC
 

Pignoletto Colli Bolognesi DOC
Pignoletto Colli Bolognesi DOC

Pignoletto Spumante
Colli Bolognesi DOC

Cabernet Sauvignon dei Colli Bolognesi DOC
Cabernet Sauvignon
Colli Bolognesi DOC



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